Condizioni meteo estreme nei Balcani, dove centinaia di incendi e violenti temporali hanno costretto diversi Paesi a dichiarare lo stato di emergenza. Serbia, Kosovo, Macedonia del Nord, Bosnia Erzegovina e Croazia stanno affrontando una crisi ambientale senza precedenti, con incendi fuori controllo, evacuazioni e numerose richieste di assistenza internazionale.
In Serbia solo nella giornata del 7 luglio si sono verificati 620 incendi all’aperto. La situazione più critica si registra nel distretto della Šumadija, con oltre 200 ettari bruciati. A Kragujevac è stato proclamato lo stato di emergenza, mentre l’Esercito è intervenuto con elicotteri e autobotti. La Croce Rossa ha aperto un conto per raccogliere fondi destinati ai soccorsi.
In Kosovo, l’8 luglio si sono contati 41 nuovi incendi, con 14 ancora attivi. Le autorità invitano la popolazione a non accendere fuochi e a segnalare possibili casi di incendio doloso. Anche volontari e amministrazioni locali partecipano alle operazioni di contenimento.
La Macedonia del Nord ha dichiarato lo stato di crisi per 30 giorni. L’incendio nel comune di Čučer Sandevo, vicino a Skopje, non è ancora sotto controllo. Le fiamme minacciano diversi villaggi, mentre elicotteri della polizia hanno già rilasciato decine di tonnellate d’acqua.
In Bosnia ed Erzegovina, i roghi sono stati contenuti in alcune zone, ma la situazione resta critica. A Srebrenica, incendi causati da fulmini e cavi elettrici hanno minacciato abitazioni.
Infine, in Croazia, un violento temporale ha colpito l’area di Spalato: 2 persone sono rimaste gravemente ferite e numerosi soccorsi sono stati effettuati in mare, anche per minori.
