Il ministro dell’Ambiente tedesco Carsten Schneider (Spd) ha ribadito con fermezza il suo “no” alle trivellazioni per l’estrazione di gas nelle aree protette del Mare del Nord, dichiarando che “con me non ci saranno perforazioni in queste zone sensibili”. La presa di posizione arriva nonostante il via libera preliminare del governo tedesco-olandese ai piani di estrazione al largo dell’isola di Borkum, ancora soggetti all’approvazione di Bundesrat e Bundestag. Le autorità della Bassa Sassonia hanno assicurato che le aree interessate non rientrano in zona tutelate, ma le organizzazioni ambientaliste, in allarme per il rischio sul Wattenmeer, la fascia fangosa interessata dal fenomeno delle maree patrimonio dell’UNESCO, hanno già avviato azioni legali.
La dichiarazione del ministro è avvenuta nell’aula del Bundestag, in occasione della presentazione della bolla di bilancio 2025 del governo. Schneider ha anche lanciato un allarme sull’accelerazione della crisi climatica, definendola “la più grande sfida sociale del secolo” e sottolineando che la Germania potrebbe trovarsi di fronte al quarto anno consecutivo di siccità, evidenziando le crescenti pressioni ambientali. Il ministero da lui guidato dispone di 2,69 miliardi di euro, con un incremento di 300 milioni rispetto al 2024 legato alle nuove competenze sul clima. La maggior parte delle risorse è destinata alla gestione delle scorie nucleari. L’opposizione ha criticato l’impostazione del bilancio, mentre il ministro delle Finanze Klingbeil ha illustrato il quadro generale in apertura della settimana di dibattiti parlamentari.
