“Il Mediterraneo sta vivendo una trasformazione profonda e preoccupante. Le ondate di calore marine sono aumentate in frequenza, durata e intensità, contribuendo a un innalzamento delle temperature superficiali del mare di circa 0,4°C per decennio dagli anni ’80, un ritmo che supera la media globale degli oceani. Nel giugno 2025 il Mediterraneo ha raggiunto le temperature superficiali più alte mai registrate, con anomalie termiche superiori a +4°C lungo le coste francesi e spagnole e punte di +5°C nel bacino occidentale. Questi eventi estremi, un tempo rari, sono diventati la nuova normalità, come dimostra la devastante ondata di calore marina del 2022 che ha avuto effetti drammatici sugli ecosistemi e sulle comunità costiere”: è quanto riferito in uno studio del Cmcc.
“Le anomalie della temperatura superficiale del mare nel Mediterraneo mostrano un aumento progressivo soprattutto negli ultimi anni”, spiega Emanuela Clementi, direttrice della ricerca sui sistemi di previsione oceanica del CMCC. “Quest’anno, nel mese di giugno, le temperature erano quasi ovunque superiori alla media climatica di riferimento (1985-1999)”.
Scienza e tecnologia per prevedere e mitigare i rischi
In questo scenario di cambiamento rapido, il ruolo della comunità scientifica è cruciale. Il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) ha sviluppato il Mediterranean Forecasting and Analysis System (MedFS), un sistema avanzato di previsione e analisi che monitora in tempo reale le condizioni del mare, fornendo allerte precoci su ondate di calore marine, tempeste improvvise e Medicanes (uragani mediterranei).
Durante l’ondata di calore del 2022, il MedFS ha permesso di lanciare allerta tempestive per la pesca, l’acquacoltura e le autorità locali, contribuendo a limitare danni ecologici ed economici. Inoltre, il sistema è stato utile per analizzare eventi estremi passati come le inondazioni a Venezia, la tempesta Gloria e il Medicane Ianos, migliorando la capacità di previsione e risposta per il futuro.
IA e machine learning: una nuova frontiera nella previsione climatica
L’intelligenza artificiale e il machine learning stanno rivoluzionando le capacità di previsione. I ricercatori del CMCC hanno dimostrato che queste tecniche possono anticipare con precisione temperature superficiali e ondate di calore marine, offrendo risultati comparabili ai modelli tradizionali ma con tempi di elaborazione più rapidi e costi computazionali ridotti. Queste tecnologie vengono applicate anche per simulare la dispersione di sversamenti di petrolio, ottimizzare le previsioni di precipitazioni e valutare l’impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche. Uno studio del CMCC ha individuato le aree del Mediterraneo più vulnerabili agli sversamenti, tra cui lo Stretto di Sicilia, l’Adriatico settentrionale e l’area orientale del bacino, consentendo alle autorità di pianificare strategie di mitigazione.
Ondate di calore e megaincendi: un circolo vizioso
Le ondate di calore non minacciano solo la biodiversità marina. Nel Sud Europa, sono sempre più spesso associate a megaincendi devastanti. La nuova ricerca del CMCC, “The growing link between heatwaves and megafires”, dimostra che periodi prolungati di caldo estremo creano condizioni ideali per incendi di grande scala in Italia, Spagna e Grecia, con conseguenze catastrofiche per foreste, habitat e attività umane come agricoltura e turismo.
Costruire resilienza per il futuro
Grazie a modelli climatici ad alta risoluzione, sistemi di allerta precoce e tecniche avanzate come l’IA, il CMCC sta fornendo strumenti concreti a decisori politici, servizi di emergenza e comunità costiere per adattarsi a un Mediterraneo sempre più estremo. L’obiettivo è chiaro: passare da una gestione reattiva a una prevenzione proattiva, per proteggere ecosistemi e attività economiche.
