Misteriosi lampi di luce sulla Luna, un enigma che dura da secoli

I misteriosi bagliori lunari continuano a sollevare domande, spingendo gli scienziati a indagare più a fondo sulla dinamica del nostro enigmatico vicino celeste

Da secoli la Luna è teatro di un fenomeno affascinante e in parte ancora inspiegabile: misteriosi lampi di luce che appaiono e scompaiono in un istante. Quelli che un tempo venivano liquidati come illusioni ottiche o errori di osservazione, noti oggi come “fenomeni lunari transitori” (TLP), continuano a stimolare la curiosità della comunità scientifica. Le prime segnalazioni risalgono addirittura al periodo medievale, con una delle descrizioni più vivide fornita dal monaco inglese Gervase di Canterbury nel 1178. Egli narrò di una Luna che “si spaccò in due” e da cui “scaturì una torcia fiammeggiante, vomitando fuoco, carboni ardenti e scintille“. Nonostante il linguaggio non scientifico, questo racconto di quasi 9 secoli fa è ampiamente ritenuto una delle prime testimonianze di TLP.

Il termine “fenomeni lunari transitori“, o transienti,  fu coniato dall’astronomo amatoriale britannico Sir Patrick Moore, che per decenni ha osservato la superficie lunare. Moore stesso, nel 1977, attestò la realtà di questi fenomeni, descrivendoli in varie forme, da “oscure formazioni locali” a “bagliori evidentemente colorati, generalmente rossi“.

I lampi luminosi sulla Luna

Per molto tempo si è creduto che i TLP fossero eventi rari. Tuttavia, stime moderne suggeriscono una frequenza sorprendente: secondo l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), potrebbero verificarsi in media fino a 8 lampi all’ora sull’intera superficie lunare.

Le teorie, dal gas agli impatti

Quando gli scienziati iniziarono a prendere sul serio i TLP negli anni ’50 e ’60, emerse una teoria principale: i lampi erano causati da fughe di gas provenienti dal sottosuolo lunare. Questi gas, illuminati dalla luce solare, apparirebbero come brevi bagliori agli osservatori terrestri. Studi più recenti hanno confermato l’emissione occasionale di radon dalla superficie lunare, e alcuni scienziati del XXI secolo continuano a considerare le fuoriuscite di gas come una possibile causa.

Tuttavia, oggi, la spiegazione più accreditata per la maggior parte dei TLP è l’impatto di rocce e detriti. Data l’assenza di un’atmosfera spessa e protettiva come quella terrestre, la superficie lunare è costantemente bombardata da meteoriti. Si stima che ogni anno la Luna venga colpita da circa 33mila meteoroidi delle dimensioni di una pallina da golf, oltre a rocce più grandi che impattano ogni pochi anni.

Tra il 2017 e il 2023, l’ESA ha condotto il progetto NELIOTA (Near-Earth Object Lunar Impacts and Optical Transients), raccogliendo dati sugli impatti lunari attraverso la scansione dei TLP. Dal agosto 2019 al agosto 2023, i loro telescopi hanno osservato 113 flash confermati e 70 sospetti. Questo ha portato a stimare che l’intera Luna sia bombardata da una media di “7,4 meteoroidi sporadici all’ora e fino a 12,6 meteoroidi all’ora quando il sistema Terra-Luna attraversa uno sciame meteorico intenso“.

Il mistero continua

Nonostante gli impatti meteorici siano la spiegazione predominante, è stato evidenziato che non tutti gli avvistamenti di TLP possono essere attribuiti a essi. Rimane quindi un enigma scientifico se queste eccezioni indichino attività geologica, un fenomeno atmosferico ancora non compreso, o qualcosa di ancora più straordinario.