Monsoni e fulmini, mix letale scatena incendi nei parchi USA | FOTO

Gli incendi sono stati scatenati da temporali accompagnati da fulmini, un fenomeno tipico della stagione monsonica
Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
Black Canyon
Black Canyon
Black Canyon
Black Canyon
Black Canyon

Due dei più iconici parchi nazionali degli USA occidentali sono stati chiusi e evacuati in seguito a vasti incendi, innescati da fulmini durante la stagione dei monsoni estivi. Un fenomeno che, se da un lato porta piogge tanto attese in regioni aride, dall’altro aumenta anche il rischio di roghi devastanti. Il Black Canyon of the Gunnison National Park in Colorado e il North Rim del Grand Canyon in Arizona sono stati teatro di incendi che hanno reso necessaria l’evacuazione di centinaia di visitatori e dipendenti. Secondo i dati ufficiali, le fiamme hanno già consumato rispettivamente oltre 6,5 km quadrati e 44 km quadrati di terreno, senza alcun contenimento al momento.

Incendi nei parchi USA, i fulmini come scintilla

Gli incendi sono stati scatenati da temporali accompagnati da fulmini, un fenomeno tipico della stagione monsonica che interessa il Sud/Ovest degli Stati Uniti tra giugno e settembre. Seppur portatrice di piogge essenziali, questa stagione comporta anche forti raffiche di vento, bassa umidità e vegetazione secca: una combinazione pericolosa che può trasformare un singolo fulmine in un incendio fuori controllo.

Nel caso del Black Canyon of the Gunnison, i fulmini hanno colpito sia il South Rim che il North Rim, con il primo fronte che continua a bruciare senza sosta. Gli operatori dei parchi hanno dovuto chiudere completamente l’area e mettere in sicurezza il centro visitatori, proteggendolo grazie alla rimozione della vegetazione secca e all’uso di materiali ignifughi.

Il ruolo del clima e della siccità

Il rischio incendi è aggravato dalle condizioni climatiche estreme che interessano l’Ovest americano: temperature elevate, venti forti, bassa umidità e siccità persistente hanno reso le foreste veri e propri focolai latenti. Quest’anno, in particolare, le condizioni sono state definite “estremamente favorevoli” alla propagazione rapida degli incendi da parte delle autorità forestali.

Il Grand Canyon non è nuovo a simili emergenze, ma la rapidità con cui le fiamme si sono propagate questa volta ha sorpreso anche i ranger. “Venti forti e imprevedibili” hanno ostacolato i tentativi di contenimento, ha dichiarato Rachel Carnahan, portavoce del Bureau of Land Management.

Incendi nei parchi USA, gli sforzi per contenere le fiamme

In Colorado, velivoli del Division of Fire Prevention and Control hanno rilasciato ritardanti chimici dall’alto, mentre squadre a terra cercavano di costruire linee tagliafuoco. Nonostante ciò, alcuni edifici di servizio e depositi sono stati danneggiati.

In Arizona, invece, il fuoco è partito mercoledì sera a seguito di un temporale e in meno di 24 ore ha costretto all’evacuazione circa 500 turisti che avevano programmato di pernottare. Anche i dipendenti e i residenti del North Rim sono stati invitati a restare chiusi in casa.

Un equilibrio fragile tra natura e rischio

La stagione dei monsoni rappresenta un paradosso per queste aree naturali: le piogge possono spegnere o limitare gli incendi, ma i temporali secchi – ossia quelli che portano più fulmini che pioggia – sono tra le principali cause di innesco dei roghi.