Ogni anno in Africa 800mila morti per una piaga silenziosa

Una sfida quotidiana che affligge un miliardo di individui nel continente

Un dato allarmante arriva dall’Africa: ogni anno ben 815mila persone muoiono prematuramente a causa di una problematica diffusa, eppure spesso trascurata. Non si tratta di catastrofi naturali o pandemie improvvise, ma di una sfida quotidiana che affligge un miliardo di individui nel continente. Queste morti sono principalmente attribuibili alla scarsa qualità dell’aria interna, un problema che colpisce soprattutto donne e bambini, i quali sono esposti per ore a fumi nocivi.

La fonte di questo inquinamento domestico deriva dall’uso di metodi di cottura tradizionali e rudimentali, come focolari aperti o stufe che bruciano legna, carbone, rifiuti agricoli o letame. Questi metodi, oltre a compromettere seriamente la salute, con gravi problemi respiratori e cardiovascolari, contribuiscono anche alla distruzione delle foreste, aggravando il riscaldamento globale.

Nonostante la gravità della situazione, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) sottolinea che la soluzione è a portata di mano. Con un investimento annuo di appena 2 miliardi di dollari, una cifra irrisoria rispetto agli investimenti energetici globali, si potrebbe garantire l’accesso a metodi di cottura puliti per tutti entro il 2040. Le tecnologie esistono e sono a basso costo, e i progressi in Paesi come l’Uganda e la Costa d’Avorio dimostrano che il cambiamento è possibile. Affrontare questa “ingiustizia” non solo salverebbe milioni di vite, ma porterebbe anche significativi benefici ambientali, riducendo le emissioni di gas serra del continente.