Un piccolo satellite progettato per fornire accesso diretto alla banda larga 5G dallo spazio a un dispositivo terrestre compatto, supportato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è entrato in orbita dopo il lancio. Il collegamento dimostrativo pianificato è un primo passo nell’esplorazione della connettività veloce abilitata dallo spazio per le regioni inaccessibili, evidenziando possibilità future come il collegamento di scuole rurali e l’accesso a servizi sanitari a distanza. Lanciato il 23 luglio a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, il satellite LIDE, delle dimensioni di un forno a microonde, condurrà la prima dimostrazione dal vivo in assoluto dell’accesso diretto alla banda larga 5G da un nanosatellite a piccoli dispositivi terrestri. Questi includono terminali ad apertura molto ridotta, come quelli utilizzati nelle operazioni di protezione civile o nelle missioni di ricerca e soccorso, eliminando la necessità di grandi antenne paraboliche o configurazioni complesse.
Sebbene le comunicazioni dallo spazio alla Terra siano già state testate in passato, questa è la prima volta che una prova coinvolgerà piccoli satelliti abbinati a terminali compatti e ampiamente utilizzabili. Questa variabile offre ai ricercatori preziose informazioni su come la futura Internet satellitare potrebbe raggiungere gli utenti di tutti i giorni utilizzando apparecchiature pratiche e leggere.
La missione
Sviluppata nell’ambito del programma dell’ESA Advanced Research in Telecommunication Systems (ARTES) Space for 5G/6G & Sustainable Connectivity e guidata dalla società italiana di nanosatelliti Tyvak International, la missione segna una pietra miliare nelle telecomunicazioni satellitari. Il satellite LIDE utilizza transponder in banda K/Ka che supportano velocità di trasmissione dati elevate e una connettività più stabile, anche in ambienti difficili. Simulando le condizioni reali degli utenti sulla Terra, il progetto mira a verificare la fattibilità di collegare i dispositivi di uso quotidiano ai satelliti utilizzando l’architettura 5G.
Il nanosatellite 12U eseguirà test di prestazione pensati per dimostrare la velocità di trasmissione dei dati (throughput), la rapidità di risposta del satellite (latenza) e la chiarezza del segnale (rapporto segnale/rumore). La missione, della durata di un anno, rappresenta il primo tentativo dell’ESA di collegare le comunicazioni satellitari tradizionali con gli standard mobili 5G.
Le dichiarazioni
Antonio Franchi, Responsabile del Programma Space for 5G/6G & Sustainable Connectivity dell’ESA, ha dichiarato: “sbloccare la connettività 5G orbitale sarà un traguardo fondamentale per tutta l’Europa, e sono entusiasta di vedere i progressi che stiamo compiendo in questa direzione. Grazie all’esperienza maturata con la missione LIDE, ESA Connectivity and Secure Communications aiuterà il settore spaziale privato a cogliere l’opportunità di diventare leader globale nel 5G orbitale”.
Fabio Nichele, CEO di Tyvak International, ha dichiarato: “siamo molto lieti di essere parte attiva e primaria di un progetto così importante, che può rappresentare un punto di riferimento per lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazioni satellitari nel nostro Paese e in tutta Europa”.
Alberto Ginesi, Responsabile della Sezione Sistemi di Telecomunicazione presso ESA ESTEC, ha dichiarato: “attraverso questa missione sperimentale, l’ESA ribadisce il proprio impegno a supportare l’industria dei suoi Stati Membri affinché siano all’avanguardia nelle innovazioni chiave della tecnologia spaziale, che sono destinate a migliorare le prestazioni e l’efficienza dei futuri sistemi di telecomunicazione satellitare”.
