Dopo oltre un secolo di divieto, i parigini e i turisti possono finalmente tuffarsi nella Senna, in aree sorvegliate e attrezzate, a partire dal 6 luglio fino al 31 agosto 2025. Il ritorno alla balneazione nel cuore della capitale francese rappresenta non solo un’eredità dei Giochi Olimpici, ma anche un segnale concreto di adattamento climatico in una città destinata a estati sempre più torride.
Le zone aperte al pubblico – Grenelle, Bercy e Marie – sono dotate di piscine delimitate, spogliatoi e bagnini, con una capacità di 150–300 persone. Tuttavia, nuotare nella Senna non è come farlo in piscina: il fiume ha una profondità media di 3,5 metri, forti correnti, rischio di idrocuzione e traffico fluviale, ricordano le autorità. Un decreto prefettizio vieta il nuoto libero al di fuori delle aree autorizzate.
La qualità dell’acqua è garantita da un sistema di monitoraggio con sonde e campioni microbiologici che misurano la presenza di batteri fecali come E. coli. In caso di inquinamento, una segnaletica con bandiere colorate bloccherà l’accesso, come accade sulle spiagge marine.
La riapertura della Senna è il risultato di un investimento di 1,4 miliardi di euro per la sua pulizia, compresi 2mila nuovi allacciamenti fognari. Tuttavia, in caso di piogge intense, Parigi è costretta a scaricare acque reflue nel fiume per evitare allagamenti. Un limite che, nel 2024, ha compromesso diversi eventi olimpici in acqua.
Con la prospettiva di estati sempre più calde, la balneazione urbana nella Senna potrebbe diventare una risorsa fondamentale per la qualità della vita cittadina, a patto di restare entro i limiti della sicurezza.
