Piogge monsoniche in Pakistan: emergenza alluvioni lampo, morti e dispersi

Il monsone, che ogni anno tra giugno e settembre colpisce l'Asia meridionale, rappresenta la principale fonte di precipitazioni per il Pakistan

Il Pakistan è alle prese con le devastanti conseguenze delle piogge monsoniche che, dalla fine di giugno, hanno già causato la morte di 234 persone. L’Autorità Nazionale per la Gestione dei Disastri (NDMA) ha annunciato che le precipitazioni torrenziali continueranno almeno fino a venerdì, mantenendo alta l’allerta in tutto il Paese.

La NDMA ha emesso un nuovo avviso per possibili inondazioni, frane e alluvioni lampo dei laghi glaciali, in particolare nelle regioni settentrionali del Pakistan, le più colpite dall’intensità delle piogge. La provincia di Khyber Pakhtunkhwa ha registrato ieri 13 vittime a causa di temporali e inondazioni, come riportato dall’emittente pakistana Geo TV.

Le autorità hanno confermato il successo delle operazioni di salvataggio per 250 persone rimaste intrappolate su una strada nella catena montuosa del Karakorum, una popolare destinazione turistica. Nonostante ciò, è stato fortemente consigliato ai turisti di evitare le zone montuose a causa del rischio elevato di frane.

La maggior parte delle vittime ha perso la vita a causa del crollo delle proprie abitazioni, spesso dovuto alla carenza di infrastrutture adeguate. Oltre agli edifici, le piogge hanno gravemente danneggiato terreni agricoli e impianti elettrici. Le squadre di emergenza hanno finora soccorso quasi 500 persone in diverse regioni del Paese.

Il monsone, che ogni anno tra giugno e settembre colpisce l’Asia meridionale, rappresenta la principale fonte di precipitazioni per il Pakistan, apportando tra il 70% e l’80% delle precipitazioni annuali.

L’attuale fase del monsone è iniziata in Pakistan il 26 giugno, seguendo un arrivo anticipato nel Mar Arabico, al largo della costa meridionale dell’India.