L’emergenza idrica è grave nel nord della Sardegna, in particolare nell’area della Nurra, dove la Coldiretti segnala che gli allevatori sono costretti a comprare l’acqua per cercare di assicurare il minimo fabbisogno agli animali, sostenendo dei costi eccessivi che si aggiungono ai mancati raccolti e a una filiera sempre più in affanno. Già nelle scorse settimane, nei campi le coltivazioni di angurie, meloni, frutta estiva, mais e foraggi sono state abbandonate, con intere superfici lasciate incolte per la mancanza d’acqua. Il quadro è emerso oggi in un incontro pubblico che si è svolto a Sassari, in località La Corte, al quale hanno partecipato agricoltori, allevatori, sindaci, rappresentanti delle istituzioni e del territorio.
“Da diversi mesi lo denunciamo, ma è mancata una programmazione tale da prevedere queste emergenze. In agricoltura – ha evidenziato il Presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois – non siamo abituati a vivere alla giornata, ma abbiamo necessità di dati e azioni concrete per programmare le nostre attività e oggi siamo arrivati al punto finale di una tragedia annunciata. Serve un immediato intervento da parte delle istituzioni per garantire, sin da subito, le forniture di acqua per evitare la moria del bestiame nelle nostre aziende. È anche importante che il processo dei ristori inserito a bilancio trovi attuazione nei tempi più brevi possibili”.
Il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, ha aggiunto che occorrono “più invasi, pozzi efficienti e una gestione idrica finalmente all’altezza delle necessità del territorio per infrastrutture che non disperdano il 50% dell’acqua. I nostri allevatori sono al limite della sopportazione. Parliamo di aziende che ogni giorno si caricano sulle spalle costi folli solo per abbeverare gli animali e mantenere in vita i capi. Serve il coraggio politico di intervenire con misure straordinarie e strutturali affinché le politiche che chiediamo da anni possano finalmente vedere la realizzazione concreta“.
All’incontro ha partecipato anche il Presidente regionale della Coldiretti, Battista Cualbu, che ha sottolineato che “sono stati stanziati 25 milioni di euro per pozzi e cisterne con 25mila euro ad azienda grazie alle nostre richieste, ma quei soldi sono fermi da un anno perché il bando nonostante sia pubblicato non è stato mai aperto. È inaccettabile. Questa non è solo una crisi agricola – ha concluso Cualbu – è un problema sociale, che riguarda le famiglie e l’intero tessuto della nostra isola”.
Il comune di Sassari invia autobotti alle aziende agricole della Nurra
Raccogliendo le richieste di aiuto degli agricoltori, il comune di Sassari, a iniziare da domani, invierà quotidianamente alle aziende della Nurra autobotti di acqua da 7mila e da 12mila litri per far fronte immediatamente all’emergenza siccità e consentire almeno di abbeverare il bestiame. Lo ha deciso oggi il sindaco, Giuseppe Mascia, dopo l’incontro che si è tenuto ieri con il vicesindaco, Pierluigi Salis, il Presidente del consorzio di bonifica della Nurra, Gavino Zirattu, il Presidente della Municipalità della Nurra, Alessandro Colombino e il comandante della Polizia locale Gianni Serra.
“È un momento drammatico, è necessario che le istituzioni cooperino per salvare un comparto così importante”, commenta Mascia.
Durante la riunione è stato fatto il punto sullo stato in cui vertono gli allevamenti, con la mancanza di acqua anche per dare da bere agli animali. Sono stati esaminati i vari percorsi amministrativi possibile e sono state avviate le interlocuzioni con gli altri enti interessati. E oggi è arrivata una prima risposta, nell’attesa che possa essere definito un piano strategico per gestire la grave situazione che coinvolgerà più istituzioni. Saranno i barracelli a portare le autobotti nella Nurra, in base all’elenco delle aziende fornito dal Consorzio di Bonifica e dalla Municipalità della Nurra.
