La missione TRACERS della NASA è partita dalla base spaziale Vandenberg in California mercoledì 23 luglio, dopo un ritardo di 24 ore causato da problemi di spazio aereo. TRACERS (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites) è composta da due satelliti gemelli che studieranno come le ondate di vento solare innescano la riconnessione magnetica nella magnetosfera terrestre; tale riconnessione porta particelle cariche ad essere incanalate lungo le cuspidi magnetiche sopra i poli, innescando aurore polari e tempeste geomagnetiche.
Avendo due satelliti molto vicini tra loro, TRACERS sarà in grado di osservare come le aree del campo magnetico terrestre che stanno subendo una riconnessione – l’interruzione e la ricombinazione delle linee di campo – cambiano in brevi intervalli di tempo. Questa riconnessione avviene grazie all’attività del vento solare (un flusso continuo di particelle cariche provenienti dalla nostra stella) che occasionalmente si muove attorno a zone più dense derivanti dalle espulsioni di massa coronale. Nel frattempo, il campo magnetico terrestre aumenta e diminuisce durante questo processo.
TRACERS è stato lanciato a bordo di un razzo Falcon 9 da Vandenberg alle 20:13 italiane di oggi, mercoledì 23 luglio. SpaceX e NASA avevano inizialmente previsto il decollo per martedì 22, ma hanno annullato il tentativo a causa di preoccupazioni relative allo spazio aereo sopra il sito di lancio.
Il primo stadio del Falcon 9 è rientrato per un atterraggio a Vandenberg poco meno di otto minuti dopo il decollo, come previsto. Si è trattato della sedicesima missione per questo particolare booster, secondo SpaceX.
Lo stadio superiore del razzo, nel frattempo, ha continuato a trasportare la coppia di TRACERS verso l’orbita terrestre bassa, puntando a un’altitudine di 590 chilometri.
Gli altri veicoli a bordo del razzo
TRACERS non ha volato da solo. A bordo del Falcon 9 c’erano anche due veicoli spaziali privati, LIDE e Skykraft 4, e altre tre missioni NASA.
Una di queste missioni NASA è l’Athena EPIC (Economic Payload Integration Cost) SmallSat, che dimostrerà un nuovo modo di posizionare in orbita strumenti di telerilevamento (o meglio, di osservazione della Terra) in modo più efficiente.
Un’altra missione NASA è il Polylingual Experimental Terminal, una nuova tecnologia che dimostrerà come i veicoli spaziali possano muoversi tra le reti di comunicazione nello spazio, migliorando la connettività satellitare.
Infine, un cubesat chiamato missione Relativistic Electron Atmospheric Loss (REAL) esplorerà come le particelle ad alta energia delle fasce di radiazione di Van Allen sulla Terra vengano disperse nell’atmosfera, con l’obiettivo di imitare questa dispersione naturale per impedire che particelle potenzialmente dannose intralcino i satelliti e ne danneggino i circuiti.
