La rotazione terrestre, un fenomeno che diamo per scontato ma che influenza direttamente la nostra percezione del tempo, sta sorprendentemente accelerando. Oggi, 22 luglio, si prevede che la giornata sarà di 1,34 millisecondi più breve del solito, un dato che si inserisce in un trend osservato negli ultimi anni e che sta incuriosendo gli scienziati. Tradizionalmente, la rotazione terrestre tende a rallentare a causa dell’interazione gravitazionale con la Luna, che si allontana da noi a un ritmo di circa 1,8 millisecondi per secolo. Questo rallentamento ha portato all’introduzione di “secondi intercalare” (leap seconds) per sincronizzare i nostri orologi atomici con la rotazione del pianeta, essenziali ad esempio per il funzionamento del GPS. Dal 1972, sono stati aggiunti ben 27 di questi secondi.
Un’inversione di tendenza inaspettata
Eppure, dal 2020, la situazione si è invertita. Quell’anno sono stati registrati i 28 giorni più brevi dal 1960. Da allora, il record per la giornata più corta è stato battuto ogni anno, con il primato attuale stabilito nel 2024, quando una giornata è stata di ben 1,66 millisecondi più breve dei consueti 86.400 secondi. Le previsioni per luglio e agosto di quest’anno indicano ulteriori giornate più corte, con il 9 luglio che ha registrato 1,23 millisecondi in meno e il 10 luglio 1,36 millisecondi in meno. Per oggi, 22 luglio, si stima una riduzione di 1,34 millisecondi, e il 5 agosto di 1,25 millisecondi.
Questa accelerazione è in parte spiegabile con la posizione della Luna: quando è più vicina all’equatore terrestre, esercita una maggiore “resistenza” che può accelerare la rotazione. Le giornate più corte previste per questo periodo coincidono con il momento in cui la Luna si trova alla sua massima distanza dall’equatore.
Il mistero rimane
Tuttavia, sebbene alcune di queste variazioni siano prevedibili dagli astronomi, il trend generale di accelerazione non lo è affatto. Dal 2016 non è stato necessario aggiungere alcun secondo intercalare, e l’IERS (International Earth Rotation and Reference Systems Service) ha confermato che non ne verranno aggiunti nemmeno a giugno di quest’anno.
“Questa mancanza della necessità di secondi intercalare non era prevista“, ha dichiarato Judah Levine, fisico della divisione tempo e frequenza del National Institute of Standards and Technology, a Discover Magazine nel 2021. “L’ipotesi era, infatti, che la Terra avrebbe continuato a rallentare e i secondi intercalare sarebbero stati ancora necessari. E quindi questo effetto, questo risultato, è molto sorprendente“.
Anche Leonid Zotov, esperto di rotazione terrestre all’Università Statale di Mosca, ha dichiarato a Timeanddate.com: “Nessuno se lo aspettava. La causa di questa accelerazione non è spiegata“. La maggior parte degli scienziati ritiene che la ragione sia da ricercare all’interno della Terra, escludendo modelli oceanici e atmosferici che non spiegano un’accelerazione così significativa.
Il ruolo dei terremoti
Tra i fattori che possono influenzare la rotazione terrestre ci sono i terremoti. Un esempio lampante è stato il terremoto magnitudo 9.0 che ha colpito la costa orientale del Giappone nel marzo 2011. Questo evento, il più potente mai registrato nel paese, ha spostato l’asse terrestre di circa 17 cm ed ha alterato la velocità di rotazione.
Come spiegato a Popular Mechanics da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory della NASA nel 2011, i terremoti possono cambiare la rotazione della Terra riorganizzando la sua massa, in modo simile a una pattinatrice che stringe le braccia per girare più velocemente. Il terremoto giapponese, ad esempio, ha accelerato la rotazione terrestre di circa 1,8 microsecondi, mentre quello indonesiano del 2004 di circa 2,68 microsecondi.
L’IERS continuerà a monitorare attentamente la rotazione terrestre per confermare la durata esatta di queste giornate di luglio e agosto e per determinare se verranno stabiliti nuovi record. Il mistero dei giorni più corti, per ora, continua a tenere gli scienziati con il fiato sospeso.
