“Toilette!”, la fuga di Michael Woods… verso il bagno: il nuovo “Momento Dumoulin” al Tour de France

Per Woods, nonostante il finale meno glorioso del previsto, resta comunque una storia da raccontare con il sorriso

Michael Woods non dimenticherà facilmente la 10ª tappa del Tour de France 2025, quella di lunedì 14 luglio, con arrivo in cima al Mont-Dore Puy de Sancy. Dopo una giornata di grande fatica e un ritmo infernale, il corridore canadese ha vissuto un momento inaspettato. Durante la tappa, Woods si trovava nella fuga insieme ad altri corridori. Le sensazioni erano buone, il ritmo serrato e il sogno di una vittoria di tappa sembrava a portata di mano. Ma a 135 km dal traguardo, il suo corpo ha iniziato a mandare segnali d’allarme: crampi alle gambe e, soprattutto, uno stomaco in subbuglio. “Ho cominciato a sentire gorgoglii inquietanti. Ero esausto, e ho capito che stavo per avere il mio momento Dumoulin”, ha raccontato Woods, ricordando l’episodio del 2017 in cui Tom Dumoulin fu costretto a fermarsi durante una tappa del Giro d’Italia per un’urgenza fisiologica.

“Toilette, toilette, toilette!” la corsa verso il bagno di un camper

A differenza di Dumoulin, fermarsi sul ciglio della strada al Tour de France non è stato facile. “Ci sono troppe persone. Anche solo fare pipì è complicato”, ha spiegato Woods. Ma il canadese, tra disperazione e lucidità, ha trovato la soluzione: un camper di tifosi lungo il percorso. “Ho visto un camper, ho gridato ‘Toilette, toilette, toilette!’ e un uomo gentile mi ha aperto la porta”, ha raccontato. “A lui devo dire grazie, ma anche scusa per lo stato in cui ho lasciato il bagno… Diciamo che 120 grammi di carboidrati all’ora per quattro ore non sono una bella cosa”.

Dopo la “pausa tecnica” inaspettata, Woods è risalito in sella senza nemmeno sapere se fosse ancora davanti al gruppo o già stato ripreso. Incontrando Julian Alaphilippe poco dopo, ha confessato l’accaduto. “Abbiamo riso insieme”. 

La nuova era dell’alimentazione nel ciclismo

L’episodio mette in luce anche un altro aspetto delle corse a tappe moderne: l’altissimo apporto di carboidrati richiesto dagli attuali piani nutrizionali. “Nel 2017 correvo con 30-40 g di carboidrati all’ora. Oggi si arriva a 120 g, ma lo stress per lo stomaco è enorme”, ha spiegato Woods. Un cambiamento che permette ai giovani di entrare rapidamente nel professionismo, ma che comporta nuovi tipi di difficoltà fisiologiche.

Un Tour durissimo, anche per i più esperti

La tappa con arrivo al Puy de Sancy ha ricordato a tutti perché il Tour de France sia la corsa più dura del mondo. Per Woods, nonostante il finale meno glorioso del previsto, resta comunque una storia da raccontare con il sorriso.