Gli USA si apprestano a lasciare nuovamente l’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla cultura e all’istruzione. A rivelarlo è il New York Post, che spiega come lo scorso febbraio il presidente Donald Trump abbia avviato una revisione di 90 giorni sulla partecipazione americana all’organizzazione, con particolare attenzione a possibili episodi di “antisemitismo o sentimenti anti-israeliani“.
Secondo quanto riportato, al termine di questa revisione l’amministrazione statunitense avrebbe contestato le politiche dell’UNESCO in materia di diversità, equità e inclusione, oltre a denunciare un presunto orientamento filo-palestinese e favorevole alla Cina. La decisione rappresenta un colpo significativo per l’agenzia con sede a Parigi, fondata dopo la II Guerra Mondiale con l’obiettivo di promuovere la pace attraverso la cooperazione internazionale nei campi dell’istruzione, della scienza e della cultura.
Non si tratta però di una novità assoluta: già durante il primo mandato, Trump aveva deciso il ritiro degli Stati Uniti dall’UNECSO, decisione poi revocata dal presidente Joe Biden nel 2021, che riportò il Paese anche nell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nell’Sccordo sul clima di Parigi.
