Europa e Stati Uniti, secondo quanto riferiscono più fonti europee, lavorano ad un’intesa sui dazi che prevede una tariffa unica del 15%. Lo schema dell’accordo sarebbe sul modello di quello siglato dall’amministrazione Trump con il Giappone e includerebbe quindi, l’abbassamento dei dazi più alti finora in vigore per alcuni settori, tra cui quello dell’automotive. In cambio della riduzione dei dazi americani sulle auto dall’attuale 25% al 15%, l’Ue sarebbe pronta ad accettare il riconoscimento di alcuni standard tecnici americani.
Secondo le stesse fonti, entrambe le parti intendono inoltre rinunciare a dazi reciproci su una serie di prodotti strategici, tra cui quello aeronautico. Nel suo briefing ai Ventisette, la Commissione ha inoltre illustrato la decisione annunciata questa mattina di accorpare la prima e la seconda lista di contro-dazi per un totale di 93 miliardi di euro. Il voto dei Paesi membri per il via libera si terrà domani.
La decisione finale sull’accordo è nelle mani del Presidente Donald Trump. L’accordo includerebbe anche la clausola Mfn (Nazione più favorita, pari al 4,8% per gli scambi Ue-USA) con alcune esenzioni ancora da definire; in cambio, Bruxelles potrebbe ridurre i propri dazi a livello Mfn o allo 0% per alcuni prodotti.
Da aprile, gli esportatori europei stanno pagando dazi aggiuntivi del 10% sui beni inviati negli USA, che si sono andati ad aggiungere alle tariffe già esistenti del 4,8%. I dazi del 15% previsti dal possibile accordo quindi comprenderebbero le tariffe attuali, e dunque Bruxelles, scrive il Financial Times, vedrebbe l’intesa come un modo per cementare lo status quo. Ed allo stesso tempo far abbassare al 15% i dazi attuali sulle auto che sono arrivati al 27,5%. Inoltre, l’eventuale accordo prevede esenzioni di dazi, da entrambe le parti, per alcuni prodotti, compresi aerei, alcolici e medicinali. FT cita anche una fonte Usa che afferma che la situazione rimane comunque fluida e soggetta a possibili cambiamenti.
