Secondo un gruppo di teorici, l’universo potrebbe andare incontro alla sua fine molto prima di quanto si pensasse: l’inizio del collasso sarebbe previsto tra circa 10 miliardi di anni, un tempo inferiore all’età attuale del cosmo. A suggerire questa prospettiva sorprendente sono i più recenti dati raccolti da 2 grandi progetti di osservazione cosmologica: il Dark Energy Survey (DES) e il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI). Le loro osservazioni hanno mostrato che l’energia oscura – la misteriosa forza che sta accelerando l’espansione dell’universo – potrebbe non essere costante nel tempo, come invece prevede il modello cosmologico standard basato sulla cosiddetta costante cosmologica.
Se questi dati preliminari venissero confermati, ci troveremmo davanti a un vero cambio di paradigma: il modello più semplice che descrive l’energia oscura non sarebbe più sufficiente, aprendo la strada a nuove teorie radicali sulla natura del cosmo.
La fine dell’universo, una nuova affascinate ipotesi sul destino cosmico
Una delle ipotesi più affascinanti è stata proposta in un recente studio, ancora non sottoposto a revisione scientifica. Secondo questa teoria, l’energia oscura non sarebbe un fenomeno unico, ma il risultato combinato di 2 componenti: una popolazione di assioni – particelle ultraleggere e praticamente incapaci di interagire con la materia ordinaria – e una costante cosmologica con valore negativo.
In questo scenario, gli assioni sarebbero responsabili dell’attuale fase di espansione accelerata, ma la loro influenza si ridurrebbe progressivamente con il passare del tempo. Quando questo accadrà, il ruolo dominante passerebbe alla costante cosmologica negativa, che agirebbe in senso opposto rispetto a una positiva: invece di accelerare l’espansione, inizierebbe a rallentarla, fino a fermarla del tutto.
A quel punto, sempre secondo il modello, l’universo invertirebbe la sua rotta: dall’espansione passerebbe a una fase di contrazione. Le galassie inizierebbero ad avvicinarsi, il cosmo diventerebbe via via più caldo e denso, per poi terminare in un “Big Crunch”, un collasso finale speculare al Big Bang iniziale.
I ricercatori stimano che questa fase di collasso potrebbe iniziare tra circa 10 miliardi di anni, per poi proseguire per altri 10 miliardi, portando l’età complessiva dell’universo al momento del collasso finale a poco più di 33 miliardi di anni. Ciò significherebbe che l’universo ha già superato la metà della sua “vita massima” e si avvicina lentamente al declino.
Ipotesi e dati preliminari
Tuttavia, è importante sottolineare che queste conclusioni restano altamente speculative. I dati del DES e del DESI sono ancora preliminari e potrebbero essere smentiti o rivisti da future osservazioni. Anche qualora si dimostrasse che la costante cosmologica non descrive completamente l’energia oscura, ciò non significherebbe automaticamente che il modello con gli assioni e la costante negativa sia quello corretto.
Per ora, dunque, non ci resta che attendere nuovi dati e analisi, continuando a esplorare i misteri del nostro universo che, forse, non è destinato a espandersi per sempre.
