Sotto le fredde acque dell’Oceano Pacifico, a circa 480 chilometri dalla costa dell’Oregon, il gigantesco Axial Seamount – uno dei vulcani sottomarini più studiati al mondo – sta dando segnali inequivocabili di un’imminente eruzione. Le ultime osservazioni rivelano un accumulo di magma nel sottosuolo e un aumento dei terremoti sottomarini: due indicatori che, secondo gli esperti, non lasciano spazio a dubbi.
Un vulcano sorvegliato minuto per minuto
Axial Seamount è da anni al centro di un monitoraggio costante grazie a una rete di sensori che registrano in tempo reale ciò che avviene sul fondale. Negli ultimi mesi le apparecchiature hanno rilevato oltre 500 piccoli terremoti al giorno e una deformazione della caldera di circa 25 centimetri in un anno. Questo rigonfiamento del fondale indica la risalita di magma e ricorda da vicino gli stessi segnali che precedettero le eruzioni del 1998, 2011 e 2015.

Questi eventi del passato furono caratterizzati da colate laviche sul fondo oceanico e vere e proprie “tempeste sismiche”, con migliaia di scosse concentrate in poche ore.
Quali sono i rischi per la costa?
Nonostante l’attività impressionante, gli scienziati sono concordi: Axial Seamount non rappresenta una minaccia diretta per le persone. Si trova infatti a oltre 1.500 metri di profondità e lontano dalla terraferma. Inoltre, le sue eruzioni sono di tipo effusivo, simili a quelle dei vulcani hawaiani: la lava è fluida e non produce esplosioni violente né onde di tsunami.
L’impatto principale riguarda gli ecosistemi profondi che circondano le bocche idrotermali. Tuttavia, la natura ha dimostrato di sapersi riprendere rapidamente dopo ogni eruzione, ripristinando
in pochi anni la biodiversità che caratterizza queste aree uniche.
Un evento che potrebbe essere seguito in diretta
C’è però un aspetto che rende la prossima eruzione particolarmente interessante: per la prima volta gli scienziati potrebbero trasmettere l’evento in diretta streaming grazie ai sistemi di monitoraggio oceanico. Sarebbe una finestra senza precedenti sull’attività geologica del nostro pianeta e permetterebbe di osservare la nascita di nuove colate laviche a chilometri di profondità.
Le maree e il “tempismo” delle eruzioni
Un’altra scoperta curiosa riguarda la possibile relazione tra le eruzioni dell’Axial Seamount e le forze di marea lunari. Gli studiosi hanno notato che i precedenti episodi eruttivi tendono a coincidere
con il periodo in cui la Terra è più lontana dal Sole. Questa ipotesi è ancora in fase di studio, ma se confermata offrirebbe nuove chiavi di lettura sulla dinamica dei vulcani sottomarini.
La previsione
Gli esperti ritengono molto probabile che l’eruzione avvenga entro la fine del 2025. La sorveglianza continua resta quindi fondamentale, non tanto per un rischio diretto per la popolazione, quanto per comprendere meglio processi profondi che modellano il nostro pianeta.