Berlino, protesta a nuoto contro il divieto di fare il bagno nel centro: centinaia in acqua

Nonostante il divieto in vigore da oltre 100 anni, centinaia di persone si sono radunate a Berlino per una "manifestazione a nuoto" organizzata da Flussbad Berlin

Da oltre 100 anni è vietato fare il bagno nel centro di Berlino. Ma martedì pomeriggio, centinaia di persone sono entrate comunque in acqua, partecipando a una “manifestazione a nuoto” contro il divieto, organizzata dall’associazione Flussbad Berlin. L’evento è iniziato con un raduno a Schinkelplatz, vicino all’Isola dei Musei, dove diversi oratori hanno chiesto l’abolizione del divieto. Mathias Schulz, deputato Spd al Parlamento regionale, ha sostenuto l’idea di un’area balneabile nella Sprea: “sarebbe un simbolo dell’unione tra natura e città”.

Anche il presidente regionale della Linke, Kerstin Wolter, ha criticato la carenza di piscine e aree balneabili a Berlino: “il meccanismo deve cadere”. Stesso appello dal deputato dei Verdi di Mitte, Silke Gebel, e dal sindaco del distretto, Stefanie Remlinger, che ha detto semplicemente: “voglio vedervi fare il bagno!”. Complice il bel tempo, circa 700 persone si sono radunate lungo il fiume. L’organizzazione ha previsto deposito bagagli, docce mobili e sorveglianza in canoa per mantenere i bagnanti nella zona consentita.

L’intervento della Polizia

Secondo la polizia, i partecipanti effettivi erano circa 400 e la situazione è rimasta tranquilla. In altre zone del centro, come vicino al Rathausbrücke, la polizia fluviale è intervenuta per far uscire dall’acqua gruppi di persone che nuotavano fuori dall’area autorizzata. Le autorità hanno ricordato sui social che, solo per l’occasione, era permesso nuotare nella Sprea tra Schinkelplatz e Schlossfreiheit, dalle 17:30 alle 20:00, utilizzando il punto d’accesso previsto e restando nel perimetro di sicurezza a causa della forte corrente. Una simile si era già svolta a metà giugno, ma – hanno sottolineato gli organizzatori – “finora le manifestazione autorità e il Senato di Berlino non hanno revocato il divieto, perciò torniamo a protestare”.