La Corea del Sud punta sull’energia nucleare per un futuro più sostenibile

La Corea del Sud ha invertito la sua precedente politica di abbandono del nucleare

Secondo un recente rapporto di GlobalData, la Corea del Sud sta puntando con decisione sull’energia nucleare per affrontare la duplice sfida della sicurezza energetica e della riduzione delle emissioni di carbonio. Il Paese, tra i maggiori consumatori e inquinatori a livello globale, ha invertito la sua precedente politica di abbandono del nucleare, posizionandolo come un pilastro della sua strategia energetica. La capacità nucleare del Paese, già aumentata a 24,4 GW nel 2024, è destinata a crescere fino a 29,8 GW entro il 2035, con una previsione di produzione che toccherà i 222,7 TWh. Attualmente il nucleare soddisfa circa un terzo del fabbisogno elettrico nazionale e l’undicesimo piano energetico mira a portare questa quota al 35,2% entro il 2038, con la costruzione di tre nuovi reattori e un piccolo reattore modulare (SMR).

Questa spinta verso il nucleare è motivata dalla mancanza di interconnessioni con i Paesi vicini e dalla dipendenza da costose importazioni di combustibili fossili. Tuttavia, come sottolinea Attaurrahman Ojindaram Saibasan, analista di GlobalData, un’ombra di incertezza si allunga su questi ambiziosi progetti a causa dell’impeachment del presidente Yoon Suk-yeol, che potrebbe portare a una revisione della politica nucleare del Paese.