L’Etna non si ferma: si apre una terza bocca effusiva sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est

Le tre bocche effusive si sono aperte sull'Etna a quote di 3200, 3100 e 2980 metri s.l.m.: continua l'attività stromboliana al Cratere di Sud-Est

L’Etna non si ferma e regala una nuova bocca effusiva sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, la terza degli ultimi giorni. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che “dalle osservazioni vulcanologiche effettuate dal personale INGV presente in area sommitale, integrate con le immagini acquisite dalla rete di videosorveglianza, si segnala che dalle 13:40 UTC circa si è aperta una nuova bocca effusiva sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, a una quota di circa 3200 metri s.l.m., che alimenta un flusso lavico che si propaga verso sud-ovest. Prosegue inoltre l’attività effusiva dalle due bocche situate a quote di circa 3100 metri s.l.m. e 2980 metri s.l.m.”.

Continua l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, accompagnata da emissioni di cenere vulcanica che si disperdono rapidamente in atmosfera. Dall’ultimo aggiornamento, non si segnalano variazioni significative nell’ampiezza del tremore vulcanico e nella localizzazione delle sorgenti. L’ampiezza media, infatti, oscilla nell’intervallo dei valori elevati e la localizzazione del centroide delle sorgenti risulta nell’area del Cratere di Sud-Est, ad una profondità di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare”, continua la nota,

L’attività infrasonica ha subito una diminuzione ed i pochi eventi localizzati sono al Cratere di Sud-Est. I segnali di deformazione registrati dalla rete GNSS non mostrano attualmente variazioni significative. A partire dalle 13:00 UTC circa, la stazione clinometrica di Cratere del Piano mostra una lieve variazione di circa un microradiante, compatibile con l’attività eruttiva in corso. La stazione dilatometrica DRUV continua a mostrare una lieve variazione in decompressione”, conclude l’INGV-OE.