Il celebre regista Francis Ford Coppola, noto per capolavori come “Il Padrino” e “Apocalypse Now”, ha rassicurato i suoi fan riguardo al suo stato di salute dopo essere stato operato a Roma, presso il policlinico Tor Vergata. Coppola, 86 anni, ha comunicato sui social di essersi sottoposto a una procedura per trattare la sua fibrillazione atriale. “Da Dada (come mi chiamano i miei figli) sta bene, sto approfittando della mia permanenza a Roma per aggiornare, dopo 30 anni, la mia procedura di Afib (ablazione per fibrillazione atriale) con il suo inventore, un grande medico italiano: il Dott. Andrea Natale! Sto bene!“, ha scritto il regista, ringraziando il cardiologo Andrea Natale, considerato un’autorità mondiale nel campo dell’elettrofisiologia cardiaca.
Cos’è la fibrillazione atriale?
La fibrillazione atriale (FA) è la più comune tra le aritmie, cioè i disturbi del ritmo cardiaco. A differenza di un cuore sano, che batte in modo regolare, durante un episodio di FA le due camere superiori del cuore, gli atri, non si contraggono in modo efficace e coordinato. Le loro pareti, invece di contrarsi, tremano o “fibrillano” in maniera rapida e disordinata. Questo fa sì che il sangue non venga pompato in modo efficiente verso i ventricoli, con conseguenze potenzialmente gravi. La FA può provocare sintomi come palpitazioni, affanno, stanchezza, vertigini e dolore al petto, ma a volte può anche essere asintomatica.
Il principale pericolo legato alla fibrillazione atriale è il rischio di ictus. Quando gli atri fibrillano, il sangue può ristagnare e formare dei coaguli. Se un coagulo si stacca, può viaggiare fino al cervello e bloccare un’arteria, causando un ictus ischemico. Per questo motivo, la gestione di questa patologia è fondamentale.
Come si cura la fibrillazione atriale?
Il trattamento della fibrillazione atriale mira a:
- Controllare il ritmo e la frequenza cardiaca: i medici possono utilizzare farmaci antiaritmici per riportare il cuore a un ritmo normale o per rallentare la frequenza cardiaca, in modo da renderla più gestibile;
- Prevenire la formazione di coaguli: per ridurre il rischio di ictus, vengono prescritti farmaci anticoagulanti, i cosiddetti “fluidificanti del sangue”.
Oltre alla terapia farmacologica, esistono procedure più invasive, come quella a cui si è sottoposto Coppola: l’ablazione cardiaca.
L’ablazione transcatetere è una procedura minimamente invasiva che ha l’obiettivo di correggere il ritmo cardiaco anomalo. Viene inserito un catetere attraverso un vaso sanguigno (solitamente dall’inguine o dal collo) fino al cuore. Una volta arrivato, il catetere rilascia energia (come radiofrequenza o crioablazione) per distruggere o “bruciare” le piccole aree di tessuto cardiaco che generano gli impulsi elettrici irregolari. L’obiettivo è creare una cicatrice che blocchi i segnali elettrici anomali, permettendo al cuore di riacquistare un ritmo regolare.
L’ablazione è considerata una cura efficace per molti pazienti, anche se non sempre risolutiva al primo tentativo, come dimostra il caso di Coppola che ha necessitato di un “aggiornamento” della procedura a distanza di anni. Grazie ai progressi della medicina e all’esperienza di specialisti come il dottor Andrea Natale, sempre più persone possono affrontare e gestire con successo la fibrillazione atriale, riducendo significativamente i rischi a essa associati.
