La Germania ha ottenuto dall’Unione Europea l’autorizzazione per una parte significativa delle nuove centrali a gas previste, un passo cruciale per sostituire gradualmente quelle a carbone e garantire la proprietà alla rete energetica nazionale. È quanto riporta il quotidiano economico Handelsblatt. Il ministro federale dell’Economia, Katherina Reiche (Cdu), ha confermato durante un incontro a Spremberg, nella Lusazia, la regione mineraria nella Germania orientale a cavallo fra i Land di Brandeburgo e Sassonia, che Berlino è riuscita a negoziare con Bruxelles “molto più della metà” della capacità prevista, aggiungendo che i dettagli saranno resi noti non appena definiti gli aspetti procedurali.
Lo Stato tedesco punta a bandire gare d’appalto per la costruzione di impianti a gas, indispensabili per compensare l’intermittenza delle rinnovabili e rispettare l’uscita dal carbone entro il 2038.
L’esecutivo federale
L’esecutivo federale, in linea con l’accordo di coalizione, intende promuovere entro il 2030 impianti un gas per 20 gigawatt, sebbene queste funzioni saranno principalmente riservate nei periodi di scarsa produzione eolica e solare, rendendo necessari incentivi statali per la loro redditività.
Proprio per questo intervento pubblico, era attesa l’approvazione dell’Ue, che ora sembra arrivata almeno per oltre 10 gigawatt, corrispondenti alla metà del piano. Reiche aveva già anticipato nelle scorse settimane l’intenzione di avviare una soluzione “rapida” per una capacità compresa tra 5 e 10 gigawatt, segnando una svolta dopo anni di attese da parte degli operatori del settore.
