C’è purtroppo una vittima degli incendi in Spagna. Un uomo che ieri aveva subito ustioni sul 98% del corpo in un rogo attivo alle porte di Madrid è morto nella notte in ospedale: lo riferiscono diversi media iberici, citando fonti sanitarie. La vittima era un dipendente di un maneggio di Soto de Viñuelas. Secondo i media iberici, l’uomo stava tentando di mettere in salvo i cavalli del maneggio quando è stato raggiunto dalle fiamme. Sull’incidente sta già indagando la Polizia. “Tutto il mio affetto per la sua famiglia”, ha scritto su X il Premier Pedro Sánchez. I lavori di contenimento dell’incendio, hanno riferito questa mattina i servizi d’emergenza, hanno avuto un’evoluzione “favorevole” nella notte.
Mentre la Spagna vive dal 3 agosto una lunga ondata di caldo, con massime spesso di almeno +40°C in diverse zone, sono segnalati al momento oltre 10 incendi attivi. Diverse le regioni colpite, in particolare la Castiglia-Leon e la Galizia.
Data la situazione, il Ministero dell’Interno ha attivato la fase di “pre-emergenza” nazionale, la quale permette la messa in campo di più risorse gestite dalle Comunità autonome o dallo Stato stesso per contrastare i roghi. Il Ministero dell’Interno ha convocato il Comitato Statale di Coordinamento e Gestione della Protezione Civile (Cecod), per affrontare la crescente emergenza degli incendi boschivi. “Considerati i numerosi incendi boschivi attivi in diverse comunità autonome, la direttrice generale della Protezione Civile e delle Emergenze, Virginia Barcones, ha convocato il Comitato Statale di Coordinamento e Gestione della Protezione Civile (Cecod) per valutare la situazione”, si legge nel comunicato.
Migliaia di evacuati
Come riporta El País, oltre 5.000 persone hanno trascorso la notte fuori dalle loro abitazioni o dai luoghi di villeggiatura in cui si trovavano: circa 2.000 per il rogo attivo vicino a Tarifa (Cadice), dove un agente della Guardia Civil è stato investito ed è rimasto ferito mentre lavorava alla gestione del traffico di auto che si allontanavano dalla zona a rischio per il fuoco; 3.700 in più punti della Castiglia-Leon, dove sono state colpite in particolare le province di Leon e Zamora; circa 180 in aree residenziali della periferia di Madrid. In tutte queste zone, i lavori dei servizi antincendio proseguono anche oggi.
L’incendio scoppiato ieri a Navalmoralejo, nella provincia di Toledo, ha già bruciato un totale di 3.250 ettari di terreno, di cui 800 corrispondono alla Castiglia-La Mancia e il resto, il 75% del totale, all’Estremadura.
Quasi un migliaio di militari dell’Unita di emergenza (Ume) sono attualmente impegnati in Spagna nelle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi. In particolare i militari sono stati schierati per far fronte a sei incendi, incluso quello di Tres Cantos e quello di Yeres, in provincia di Leon, che ha colpito l’area naturale di Las Médulas, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
Esperta: “caldo estremo chiave per ‘cocktail Molotov’ che scatena incendi”
Il caldo estremo “è uno degli ingredienti del ‘cocktail Molotov’ che stiamo vedendo in questo momento con gli incendi, non solo in Spagna ma anche in altri Paesi del Mediterraneo”. Lo afferma Cristina Santín, ricercatrice dell’Istituto Misto di Ricerca sulla Biodiversità dell’Università di Oviedo-CSIC, citata da El Paìs. Gli altri componenti di questo ‘cocktail’ sono l’abbondanza di vegetazione disponibile e l’abbandono del mondo rurale, in alcuni casi combinato con forti venti, come quelli che si sono verificati in questi giorni in alcune zone della Penisola Iberica.
“Il problema è il calore e la secchezza che provoca nella vegetazione“, ha spiegato Santín. “La variabile chiave è il grado di secchezza del legno, il ‘combustibile vivo’ come lo chiamano i forestali“, ha detto al quotidiano spagnolo Marcelino Núñez, delegato dell’Agenzia statale di meteorologia (AEMET) in Estremadura ed esperto di incendi. “Sono molti giorni che stiamo vivendo una forte ondata di caldo, che provoca stress termico alle piante, seccandole e riducendone il contenuto di umidità, il che fa sì che gli incendi si propaghino con molta più intensità”. “In questo momento stiamo registrando temperature minime molto elevate, il problema è che di notte la vegetazione non riesce a recuperare l’umidità”, ha aggiunto.
