Un’insolita e massiccia invasione di meduse ha causato il blocco di 4 reattori della centrale nucleare di Gravelines, nel Nord della Francia, la più grande dell’Europa occidentale. L’evento ha messo fuori uso l’intera struttura per quasi 48 ore, sollevando interrogativi sulla crescente proliferazione di questi organismi marini e sulle sue conseguenze. Secondo quanto riportato da EDF, l’interruzione è avvenuta tra il 10 e l’11 agosto, quando un’enorme quantità di meduse si è accumulata nei sistemi di filtraggio che prelevano l’acqua di mare, necessaria per il raffreddamento degli impianti. Sebbene l’Autorità per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ANSR) abbia confermato all’AFP che la sicurezza degli impianti non è mai stata compromessa, l’incidente ha evidenziato una vulnerabilità poco prevedibile. I reattori, fermatisi automaticamente, hanno richiesto un’operazione di riavvio graduale.
La situazione si è risolta progressivamente. Il primo a ripartire, già il 13 agosto, è stato il reattore numero 6, seguito lo stesso giorno dal reattore 2. Il reattore 4 è stato riattivato il 20 agosto, ma ha subito una breve interruzione preventiva a causa di una “recrudescenza di meduse“, prima di tornare pienamente operativo. Il reattore numero 3, l’ultimo a essere stato fermato, è stato ricollegato alla rete elettrica nazionale il sabato successivo. Attualmente, le 4 unità sono di nuovo in funzione. Le altre 2 unità (1 e 5) erano già ferme per manutenzione programmata.
La proliferazione delle meduse
Non è la prima volta che un simile evento si verifica a Gravelines; un’interruzione analoga era avvenuta già negli anni ’90. Come sottolineato da EDF, casi simili sono stati registrati anche in altre centrali nucleari, negli Stati Uniti, in Svezia, in Scozia e in Giappone durante gli anni 2010.
Cosa sta causando l’aumento di queste “invasioni”? Secondo l’esperto Dominique Mallevoy, responsabile dell’acquario Nausicaá, intervistato dall’AFP, sebbene la presenza di meduse sulla costa settentrionale francese sia un fenomeno stagionale, i banchi stanno diventando sempre più grandi. Gli scienziati attribuiscono questa proliferazione a diversi fattori legati ai cambiamenti climatici e all’attività umana.
Il primo fattore è l’aumento della temperatura degli oceani, legato al riscaldamento globale, che crea un ambiente più favorevole alla riproduzione delle meduse. Il secondo è la pesca eccessiva. Riducendo il numero dei pesci predatori, l’uomo non solo elimina i principali nemici delle meduse, ma aumenta anche la disponibilità di plancton, la loro principale fonte di nutrimento.
