Un’anomalia che fa notizia anche in Islanda: Reykjavík ha toccato 21°C con cielo per lo più nuvoloso e raffiche di vento intorno ai 40 km/h. Per la capitale, a fine agosto, si tratta di un valore che molti considererebbero elevato perfino nel cuore di luglio. La causa è l’effetto indiretto dell’ex uragano Erin, che dopo aver imperversato nell’Atlantico ha spinto verso nord una massa d’aria insolitamente mite.
Cosa sta succedendo e perché fa così caldo
Quando i resti di un uragano entrano nel flusso atlantico, possono riorganizzare la circolazione atmosferica: davanti al minimo di bassa pressione si attiva un richiamo meridionale che porta aria calda e umida verso latitudini elevate. È quanto accade in queste ore: l’aria subtropicale, incanalata dalla depressione di Erin, ha raggiunto l’Islanda, portando un clima insolitamente mite e valori oltre le medie stagionali.
Vík e Reynisfjara: mareggiate e allerta massima
Nella costa sud dell’isola le conseguenze sono state gravi. A Vík, una violenta mareggiata ha trascinato via un edificio, provocando grande preoccupazione tra la popolazione. Poco distante, la celebre spiaggia nera di Reynisfjara è stata dichiarata pericolosa: attivato il semaforo rosso e chiuso il cancello di accesso per il rischio di onde anomale. Nonostante ciò, diversi turisti hanno ignorato i divieti, mettendo in serio pericolo la propria incolumità.

I rischi da non sottovalutare
- Mare lungo e onde anomale: le onde generate dal sistema ciclonico possono raggiungere improvvisamente la riva.
- Vento teso: raffiche che aumentano il moto ondoso e la pericolosità delle coste.
- Illusione di sicurezza: tempo apparentemente tranquillo che nasconde rischi estremi.
Come comportarsi
Le autorità raccomandano massima prudenza: rispettare segnali e chiusure, non oltrepassare i varchi, non voltare mai le spalle al mare e mantenere sempre una distanza di sicurezza dalla battigia.
A Reynisfjara e in altre zone esposte, basta una sola onda imprevista per trovarsi in condizioni disperate.
Un mix anomalo
L’Islanda vive un mix anomalo di caldo fuori stagione e mare pericoloso, due facce della stessa circolazione atlantica legata all’ex uragano Erin. Se a Reykjavík il vento tiepido può sembrare un dono estivo tardivo, sulle coste il rischio resta altissimo. La regola è una sola: prudenza assoluta, perché la sicurezza vale più di una foto in più.