Alla scoperta dell’oceano moderno: le alghe fossili riscrivono la storia

Una scoperta italiana anticipa di 40 milioni di anni l’origine delle coccolitoforidi, alghe che hanno reso possibile l’oceano moderno

Un recente studio condotto dall’Università Statale di Milano, in collaborazione con istituzioni di Pechino, California e Kiel, ha spostato indietro di 40 milioni di anni le origini delle coccolitoforidi, microalghe marine fondamentali per la storia della Terra. Analizzando sedimenti della Cina meridionale, i ricercatori hanno identificato fossili risalenti a circa 249 milioni di anni fa, i più antichi mai scoperti. Questi minuscoli organismi unicellulari, con dimensioni comprese tra 2 e 40 micron, producono scaglie di calcite – i coccoliti – che formano un guscio protettivo. Alla loro morte, i coccoliti si depositano sui fondali oceanici, diventando nannofossili calcarei. Questo processo, chiamato coccolitogenesi, ha contribuito in maniera decisiva alla regolazione del ciclo del carbonio e alla formazione degli ecosistemi marini moderni.

Un mondo che rinasce dopo l’estinzione

La scoperta è particolarmente significativa perché colloca l’origine delle coccolitoforidi subito dopo la più grande estinzione di massa della storia, quella di fine Permiano. Le imponenti eruzioni vulcaniche di 252 milioni di anni fa avevano reso gli oceani acidi e poveri di ossigeno. Tuttavia, l’afflusso di nutrienti dovuto all’erosione delle terre emerse favorì la comparsa di nuovi organismi, tra cui queste alghe calcificanti primitive.

Secondo Elisabetta Erba, prima autrice dello studio, i coccoliti più antichi rappresentano “un punto di svolta per la paleontologia”, indicando che già all’inizio del Mesozoico si stavano creando le condizioni per la fauna marina moderna.

Le basi dell’oceano attuale

Tra 249 e 245 milioni di anni fa, insieme alle prime coccolitoforidi, comparvero numerosi nuovi gruppi marini. Nei milioni di anni successivi, la diversificazione del fitoplancton calcificato accompagnò l’espansione di pesci e rettili marini.

Come conclude Cinzia Bottini, coautrice dello studio, “le scoperte datano la nascita dell’oceano moderno all’alba del Mesozoico e sottolineano le profonde interconnessioni tra processi geologici, chimica oceanica e innovazione biologica. L’emergere della coccolitogenesi subito dopo l’estinzione di massa di fine Permiano è uno spettacolare esempio di stretta correlazione tra processi geologici ed evoluzione della vita”. Una rivoluzione invisibile, che ha contribuito a plasmare l’oceano come lo conosciamo oggi.