Un team internazionale guidato dall’Università di Sydney ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di “flussi secondari” all’interno di materiali granulari come neve e terreno, confermando un’ipotesi a lungo sospettata. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, apre nuove prospettive per la comprensione di frane, valanghe e persino per applicazioni nel settore edile e minerario. Finora invisibili, questi movimenti nascosti sono stati osservati grazie a DynamiX, una tecnologia innovativa a raggi X che permette di scrutare in tempo reale l’interno di masse in movimento. Gli scienziati hanno mappato i vortici e le correnti che si sviluppano al di sotto della superficie, mostrando come possano influenzare lo scivolamento e la potenza distruttiva di fenomeni naturali.
“L’esistenza del flusso secondario era una teoria consolidata, ma mai confermata in tre dimensioni e in tempo reale”, ha spiegato Itai Einav, ricercatore senior della Facoltà di Ingegneria Civile dell’Università di Sydney. Comprendere questi processi, ha aggiunto, è cruciale poiché i materiali granulari sono onnipresenti: dai granelli di sabbia ai depositi minerari, fino alle masse di neve e roccia.
La scoperta rappresenta una pietra miliare nella fisica granulare e potrebbe portare a strumenti predittivi più accurati per la gestione del rischio geologico e per l’ottimizzazione dei processi industriali.
