Un gigantesco muro di polvere ha avvolto l’area metropolitana di Phoenix (Arizona, USA), accompagnata da forti temporali che hanno lasciato senza elettricità decine di migliaia di residenti e costretto le autorità aeroportuali a sospendere temporaneamente i voli. Secondo il sito specializzato PowerOutage.us, circa 39mila persone sono rimaste senza corrente in Arizona, la maggior parte delle quali nella contea di Maricopa, che comprende la capitale dello Stato. L’arrivo della tempesta – nota come haboob, fenomeno tipico delle regioni desertiche e associato al collasso dei temporali – ha colto di sorpresa automobilisti e pendolari, costretti a fare i conti con pioggia intensa e raffiche di vento che hanno reso quasi impossibile guidare. La visibilità, ridotta a poco più di 400 metri, è tornata alla normalità soltanto in serata.
L’aeroporto internazionale di Phoenix Sky Harbor ha dovuto interrompere momentaneamente le operazioni a causa delle condizioni estreme, ha dichiarato Heather Shelbrack, vice direttrice della comunicazione dello scalo. I decolli e gli atterraggi sono ripresi dopo alcune ore, ma con ritardi compresi tra i 15 e i 30 minuti. Anche la circolazione stradale è stata gravemente compromessa: semafori spenti a Gilbert, alberi abbattuti e strade ostruite hanno impegnato a lungo i soccorritori.
“È un andamento tipico del monsone: estremamente irregolare, con aree colpite in pieno e altre quasi risparmiate”, ha spiegato Mark O’Malley, meteorologo del National Weather Service di Phoenix. La città, infatti, ha registrato finora un’estate insolitamente secca, mentre altre zone dell’Arizona hanno visto precipitazioni abbondanti.
Per le prossime ore, le previsioni indicano una probabilità del 40% di pioggia, con successivo miglioramento.

