Un potente tsunami, generato da un terremoto magnitudo 8.8 con epicentro in Kamchatka, ha danneggiato mercoledì scorso la base nucleare sottomarina Rybachiy, situata sulla costa pacifica della Russia: è quanto rivelano immagini satellitari fornite dall’azienda statunitense Umbra Space e analizzate dall’ingegnere Logan Garbarini, che ha confrontato lo stato attuale del sito con foto precedenti ottenute da Google e Maxar.
Perché è importante
La base di Rybachiy rappresenta il principale centro logistico per i sottomarini nucleari della Flotta del Pacifico russa e costituisce uno dei presidi militari più vicini agli Stati Uniti. Qualsiasi minaccia alle sue capacità operative assume quindi rilievo strategico non solo per Mosca, ma anche per gli equilibri di sicurezza tra Russia e USA.
Cosa è successo
Secondo l’analisi del quotidiano britannico The Telegraph, le onde dello tsunami hanno colpito la base entro 15 minuti dal sisma, localizzato a circa 120 km dalla costa. Le immagini satellitari mostrano in particolare una sezione del molo che risulta piegata e parzialmente staccata dagli ormeggi. Prima dell’evento, nella base erano presenti 2 sottomarini a propulsione nucleare classe Yasen; tuttavia, come riferito dal ricercatore Sidharth Kaushal del Royal United Services Institute, non vi sono prove che abbiano subito danni.
All’esterno della base, lo tsunami ha provocato gravi allagamenti e distruzioni di infrastrutture in diverse aree costiere, tra cui il porto di Severo-Kurilsk, dove onde alte fino a 5 metri hanno invaso il litorale.
Prevenzione e risposta
Le autorità russe hanno attribuito l’assenza di vittime all’efficacia dei sistemi di allerta precoce e alle norme edilizie antisismiche che regolano la costruzione delle infrastrutture critiche. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che gli allarmi sono stati diramati in tempo utile e che la popolazione è stata evacuata rapidamente dalle zone a rischio.
Tuttavia, alcuni esperti si interrogano sui rischi potenziali che un’onda capace di piegare un molo possa aver causato anche ad altre parti della base. “Se l’ipotesi di partenza è che l’onda sia arrivata fino lì e abbia piegato la banchina, allora cos’altro potrebbe aver danneggiato?” ha commentato l’ex comandante della Royal Navy Tom Sharpe, come riportato da Newsweek.
Primi interventi
Dalle immagini satellitari si osservano i primi interventi per riparare i danni, tra cui un rimorchiatore al lavoro nei pressi del molo deformato. Secondo gli analisti, la marina russa valuterà se aggiornare gli standard costruttivi per i moli della base, al fine di ridurre le vulnerabilità in caso di futuri eventi sismici o tsunami.
Per ora non ci sono indicazioni ufficiali su conseguenze operative per la Flotta del Pacifico, mentre proseguono i monitoraggi per eventuali repliche e nuove minacce nella regione. L’attività sismica nell’Oceano Pacifico ha inoltre provocato evacuazioni anche in Giappone, Alaska, Hawaii e lungo la costa pacifica del Sud America.
Got the images back from Rybachiy Submarine Base (52.9112°, 158.49244°). Acquired 2025-07-30 10:18Z. Some notable changes: looks like a pier snapped in half from the wave.
First image is Google/Maxar from earlier this year, second image is Umbra SAR post-event. https://t.co/cfCwCMPV9b pic.twitter.com/ARrXJ79e5u
— Logan Garbarini (@LoganGarbarini) July 31, 2025
