Il 16 agosto le immagini catturate dai NOAA Hurricane Hunters hanno mostrato l’impressionante potenza dell’uragano Erin. La scena (immagini a corredo dell’articolo), quasi surreale, evidenzia l’assoluta calma dell’oceano al centro dell’occhio, in netto contrasto con l’imponente muro nuvoloso che lo circondava. Un perfetto esempio del “yin e yang” della natura: quiete e caos a pochi km di distanza. Dopo aver raggiunto la pericolosissima 5ª categoria 5 con venti fino a 260 km/h, Erin si è ridimensionato ma resta un ciclone di 4ª categoria, con raffiche massime di 215 km/h. Alle prime ore di oggi si trovava a circa 170 km da Grand Turk e a oltre 1.400 km da Cape Hatteras, Carolina del Nord, muovendosi verso Nord/Ovest. Le Bahamas hanno emesso un’allerta per tempesta tropicale, mentre Turks e Caicos rimangono sotto avviso.
Impatti già gravi nei Caraibi
Le fasce esterne della tempesta hanno colpito Porto Rico e le Isole Vergini, lasciando senza elettricità oltre 147mila utenti e costringendo alla cancellazione di più di 20 voli. Nonostante la riapertura dei porti, il mare resta agitato e continua a rappresentare un pericolo.
Allerta lungo la costa Est degli Stati Uniti
In Carolina del Nord è stata dichiarata l’emergenza e ordinata l’evacuazione di Hatteras Island, minacciata da mareggiate e forti venti. Anche senza un impatto diretto, Erin produrrà onde alte e correnti di risacca fino alle coste del Canada atlantico.
