L’architetto paesaggista cinese Kongjian Yu, celebre per aver sviluppato il concetto delle “città-spugna”, è morto all’età di 62 anni in un incidente aereo avvenuto nel pomeriggio di martedì 23 settembre in Brasile, nello stato del Mato Grosso do Sul, nella zona rurale del Pantanal, la più grande area umida del pianeta. Con lui hanno perso la vita anche i registi brasiliani Luiz Fernando Feres da Cunha Ferraz e Rubens Crispim Jr., e il pilota Marcelo Pereira de Barros, proprietario del piccolo velivolo. Le cause dell’incidente non sono ancora note. Yu si trovava nel Paese sudamericano per partecipare alla “Biennale Internazionale di Architettura di San Paolo”, dove era atteso per una conferenza sull’architettura del paesaggio come strumento di mitigazione della crisi climatica. Il presidente brasiliano Lula da Silva ha espresso “tristezza e sgomento” per la perdita, ricordando Yu come “un punto di riferimento mondiale per un futuro più sostenibile”.
Le città-spugna: la rivoluzione urbana di Kongjian Yu
Nato nel 1963 nel villaggio rurale di Dongyu, nella provincia cinese dello Zhejiang, Kongjian Yu ha segnato la pianificazione urbana globale con una visione rivoluzionaria: la “Sponge City”, ovvero città in grado di assorbire, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana per contrastare alluvioni, siccità e cambiamento climatico. Ispirato da un’inondazione vissuta a 10 anni, da cui si salvò aggrappandosi a un salice, sviluppò un pensiero ecologico fondato sulla convivenza armoniosa tra natura e città.
Dopo gli studi alla “Beijing Forestry University”, ottenne un dottorato ad Harvard e fondò nel 1998 lo studio Turenscape, oggi punto di riferimento mondiale nel settore. I suoi progetti sono stati realizzati in oltre 1.000 interventi in più di 250 città, dalla Cina agli Stati Uniti. Nel 2020 ricevette il Sir Geoffrey Jellicoe Award, massimo riconoscimento per l’architettura del paesaggio, mentre nel 2025 gli era stato appena conferito il “Cornelia Hahn Oberlander Prize”, noto come il “Nobel del paesaggio”. Le sue idee hanno influenzato le politiche ambientali cinesi, contribuendo all’adozione ufficiale del modello delle città-spugna nel concetto di “civiltà ecologica” promosso da Xi Jinping.
