Alcol e demenza: nuovo studio smentisce il mito del bere moderato

Un ampio studio internazionale smentisce la diffusa convinzione secondo cui un consumo moderato di alcol sia addirittura protettivo

Bere alcol, anche in quantità ridotte, potrebbe accrescere il rischio di sviluppare demenza. A smentire la diffusa convinzione secondo cui un consumo moderato sia addirittura protettivo è un ampio studio internazionale guidato da Anya Topiwala dell’Università di Oxford, pubblicato su BMJ Evidence Based Medicine. La ricerca ha integrato dati osservazionali e genetici, analizzando oltre 559mila individui tra i 56 e i 72 anni provenienti dalla UK Biobank e dal Million Veteran Program statunitense. Nei dati osservazionali è emersa una relazione a forma di “U”: sia chi non beve sia chi consuma alcol in grandi quantità mostra un rischio maggiore di demenza rispetto ai bevitori leggeri, con un aumento che supera il 40% nei consumatori intensivi.

Tuttavia, le analisi genetiche condotte con randomizzazione mendeliana hanno evidenziato un andamento lineare: ogni incremento nel consumo predittivo di alcol corrisponde a un aumento progressivo del rischio. Secondo i ricercatori, anche solo da uno a 3 drink in più a settimana fanno salire le probabilità di demenza del 15%.

Gli autori sottolineano che molti studi precedenti potrebbero essere stati condizionati dalla “causalità inversa”: persone con primi segni di declino cognitivo che riducono l’assunzione di alcol, generando l’illusione di un effetto protettivo. I risultati attuali indicano invece che ridurre o eliminare l’alcol può rappresentare una strategia concreta di prevenzione della demenza.