Alluvione Valencia, novità nell’inchiesta: il giudice chiama in causa il Governatore e la sua vice

Prosegue l’inchiesta giudiziaria sull’alluvione di Valencia: al Governatore chiesto un interrogatorio, la sua vice sarà testimone

Nuovo capitolo nell’inchiesta giudiziaria sulla tragica alluvione del 29 ottobre 2024 nella zona di Valencia, che ha causato la morte di 228 persone. In due nuove risoluzioni, il giudice titolare della causa ha infatti invitato il Governatore della Comunità Valenciana, Carlos Mazón, a sottoporsi a un interrogatorio volontario in qualità di indagato e ha convocato la sua vice, Susana Camarero, affinché deponga come testimone. Lo riferiscono diversi media iberici, tra questi l’agenzia Efe. Nel caso di Mazón, la mossa è dovuta al fatto che il giudice non possa disporre nei suoi confronti un interrogatorio obbligatorio, in quanto il Governatore gode di immunità per la carica che ricopre.

L’obiettivo dell’inchiesta è quello di ricostruire eventuali responsabilità penali delle amministrazioni competenti per la gestione di quell’emergenza (principalmente la regione della Comunità Valenciana).

Le ultime novità

Tali novità sul fronte giudiziario arrivano dopo che, negli ultimi giorni, sui media spagnoli sono emerse ulteriori novità sulla vicenda. Da un lato, è stata pubblicata una lettera di Maribel Villaplana, giornalista con cui Mazón tenne un lungo pranzo nel pomeriggio della tragedia, in cui l’autrice riferisce che lei e il Governatore uscirono dal ristorante in cui si erano riuniti “attorno alle 18:30-18:45”, ovvero proprio mentre si consumava la peggior fase della catastrofe di quel giorno: un aspetto ritenuto di interesse dal giudice.

In aggiunta, Rtve ha pubblicato immagini della riunione del Comitato di coordinamento dell’emergenza avvenuta lo stesso pomeriggio del 29 ottobre 2024. I video mostrano che l’allora assessore per le emergenze, Salomé Pradas, e i tecnici stavano lavorando su un messaggio di allerta da inviare via sms alla popolazione già alle 19: quell’avvertenza, tuttavia, arrivò sui telefoni dei cittadini alluvionati non prima delle 20:11.