Asteroidi e comete potrebbero essere la soluzione al mistero della formazione dei pianeti giganti

Da asteroidi e comete i semi all'origine dei pianeti giganti: aggirerebbero un ostacolo che le teorie non sono riuscite a spiegare sulla loro formazione

Asteroidi e comete come 3I/Atlas, l’intruso del Sistema Solare scoperto nell’estate 2025, possono fornire i semi che danno poi origine ai pianeti giganti come Giove, aggirando così un ostacolo che i modelli teorici non sono finora riusciti a spiegare. È quanto afferma Susanne Pfalzner del Centro di ricerca tedesco di Jülich, che presenterà le sue scoperte sull’argomento all’incontro dell’Europlanet Science Congress e dell’American Astronomical Society in programma questa settimana a Helsinki. Questi oggetti interstellari potrebbero dunque svolgere un ruolo più importante di quello di semplici ‘visitatori spaziali’.

I pianeti si formano nei dischi di polvere che ruotano attorno a giovani stelle: secondo le teorie, le piccole particelle si uniscono a formare oggetti sempre più grandi, fino a che non raggiungono le dimensioni di un pianeta. Tuttavia, nell’ambiente caotico che circonda un astro, ciò non è affatto semplice come sembra: le simulazioni indicano che i piccoli ammassi tendono a rimbalzare l’uno contro l’altro o a frantumarsi nelle collisioni, invece che a unirsi tra loro.

Pfalzner sostiene che asteroidi e comete possono bypassare il problema: i dischi di formazione planetaria possono catturare milioni di simili oggetti interstellari, accaparrandosi una base di partenza per formare pianeti. “Lo spazio interstellare – dice la ricercatrice – fornirebbe semi già pronti per la formazione della prossima generazione di pianeti”.

Ciò risolverebbe il mistero della formazione dei pianeti giganti, che secondo i modelli teorici richiede troppo tempo: se il processo può partire da semi già formati costituiti da comete e asteroidi, allora la formazione viene accelerata e anche i giganti hanno il tempo necessario per raggiungere le loro dimensioni. “Gli oggetti interstellari potrebbero essere in grado di dare il via alla formazione dei pianeti – afferma Pfalzner – in particolare attorno a stelle di massa più elevata”.