Atlantico in subbuglio: l’uragano Humberto raggiunge la 4ª categoria mentre un nuovo sistema minaccia Caraibi e USA

Il mese di settembre, storicamente il picco della stagione degli uragani atlantici, sta confermando la sua pericolosità con più sistemi attivi simultaneamente su Atlantico e Pacifico

L’Atlantico vive giorni di subbuglio meteorologico, segnati da un rapido susseguirsi di fenomeni tropicali che confermano l’estrema vulnerabilità delle regioni costiere in questa fase della stagione degli uragani. Tra mari insolitamente caldi, condizioni atmosferiche favorevoli allo sviluppo ciclonico e venti in alta quota che agevolano la formazione di tempeste, il bacino è diventato teatro di più sistemi attivi in contemporanea, capaci di influenzare sia le isole caraibiche sia vaste porzioni del continente americano ed europeo. L’uragano Humberto ha raggiunto la 4ª categoria sulla scala Saffir-Simpson, trasformandosi in una minaccia oceanica di proporzioni significative con venti che hanno superato i 230 km/h. Allo stesso tempo, un secondo sistema, denominato dai meteorologi “Potential Tropical Cyclone Nine”, ha preso forma nei Caraibi, scaricando piogge torrenziali e puntando verso la costa sudorientale degli Stati Uniti. Il quadro, già complesso, è reso ancor più dinamico dalla presenza di altri sistemi tropicali sia nell’Atlantico che nel Pacifico.

Humberto: una minaccia oceanica di grande potenza

Humberto è localizzato a circa 630 km a Nord/Est delle Isole Sopravento settentrionali. Nonostante si mantenga in mare aperto, potrebbe potuto generare onde molto alte, correnti di risacca e mareggiate potenzialmente letali lungo le coste delle Isole Sopravento, delle Isole Vergini, di Porto Rico e soprattutto delle Bermuda nel corso del weekend.

Le condizioni oceaniche estreme, tipiche di un uragano di 4ª categoria, non solo minacciano la navigazione ma rischiano anche di compromettere infrastrutture portuali e costiere.

“Potential Tropical Cyclone Nine”: allerta massima per i Caraibi e la costa USA

Parallelamente, l’attenzione si concentra sul sistema tropicale classificato come “Potenziale Ciclone Nove”, localizzato a circa 235 km a Nord/Ovest dell’estremità orientale di Cuba. Con venti già a 55 km/h, la perturbazione ha spinto le autorità a diramare un’allerta per tempesta tropicale nelle Bahamas centrali e una sorveglianza meteo per le Bahamas nordoccidentali.

Il National Hurricane Center statunitense ritiene altamente probabile che la depressione si evolva in tempesta tropicale, assumendo il nome Imelda. Secondo le previsioni, il sistema potrebbe raggiungere le coste del Sud/Est degli Stati Uniti tra domenica e lunedì.

Il governatore della Carolina del Sud, Henry McMaster, ha già dichiarato lo stato di emergenza, consentendo una più rapida attivazione dei piani di protezione civile e la possibilità di accedere agli aiuti federali. Nella città di Charleston sono iniziate le misure preventive: distribuzione di sacchi di sabbia, verifica dei mezzi di soccorso e predisposizione delle pompe idriche per eventuali inondazioni.

Impatti nei Caraibi: vittime e danni ingenti

Il sistema ha già provocato piogge torrenziali nella Repubblica Dominicana, costringendo all’evacuazione di centinaia di persone e portando alla dichiarazione di allerta rossa in 5 province. Le alluvioni hanno fatto esondare fiumi e torrenti, isolando intere comunità. Drammatico l’episodio avvenuto a Yamasá, dove il crollo di un ponte ha causato la morte di un camionista.

Nella provincia sudoccidentale di Azua, una delle più colpite, almeno 774 persone sono sfollate e 26 ospitate in rifugi d’emergenza, secondo quanto riportato dalla Protezione Civile dominicana.

Atlantico e Pacifico sotto pressione

Oltre a Humberto e al Potenziale Ciclone Nove, il panorama meteorologico tropicale rimane complesso:

  • Ex ciclone Gabrielle: dopo aver minacciato le Azzorre, si è trasformato in sistema post-tropicale ma continua a generare forti mareggiate dirette verso Portogallo, Spagna nordoccidentale e Marocco settentrionale;
  • Uragano Narda (Pacifico): localizzato a circa 1.560 km a Ovest-Sud/Ovest della Bassa California, con venti da 1ª categoria. Previsto un indebolimento nel weekend, ma le onde generate raggiungeranno Messico, Bassa California Sur e persino la California meridionale, con alto rischio di correnti di risacca.