La Space Coast si prepara a un nuovo lancio. Blue Origin è infatti alle battute finali dei preparativi per il 2° volo del suo potente razzo New Glenn, che questa volta porterà con sé un carico di altissimo profilo: le 2 sonde gemelle della missione NASA ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers), dirette verso Marte. Il lancio, inizialmente previsto non prima del 29 settembre, è stato rinviato a metà ottobre, quando il razzo NG-2 decollerà dal Launch Complex-36. Mentre le sonde sono pronte per l’integrazione presso lo stabilimento Astrotech Space Operations a Titusville, il primo stadio del New Glenn – il gigantesco GS1, alto circa 58 metri – sarà sottoposto a un test di fuoco statico in vista del decollo.
Una missione rimandata, ma cruciale
Le sonde ESCAPADE avrebbero dovuto volare già con il debutto del New Glenn, ma la NASA aveva preferito non rischiare un lancio interplanetario su un vettore ancora non collaudato. Dopo il successo del primo volo, che ha messo in orbita un dimostratore satellitare, Blue Ring, (pur senza riuscire a recuperare il booster nell’Atlantico), l’agenzia spaziale statunitense ha deciso di affidarsi a Blue Origin.
Costruite dalla californiana Rocket Lab e destinate a essere gestite dal Space Sciences Laboratory dell’Università della California, le due sonde da 80 milioni di dollari studieranno l’interazione tra il vento solare e l’atmosfera di Marte, analizzando la dinamica della magnetosfera del Pianeta Rosso. Si tratta del 1° lancio interplanetario affidato al New Glenn, una dimostrazione della fiducia crescente di NASA nel nuovo vettore commerciale.
Un volo con doppi obiettivi
Oltre alle sonde ESCAPADE, NG-2 trasporterà anche un secondo carico: un dimostratore tecnologico della compagnia Viasat. Questo satellite sperimentale rientra nel Communications Services Project della NASA, un programma che punta a sviluppare nuove tecnologie di rete per le comunicazioni satellitari in orbita terrestre bassa.
Verso la riutilizzabilità
Blue Origin tenterà nuovamente il recupero del booster GS1 durante questa missione. Il riutilizzo del primo stadio, alto quasi quanto un grattacielo di 19 piani, è un tassello fondamentale nella strategia dell’azienda fondata da Jeff Bezos, che punta a ridurre i costi e aumentare la frequenza dei voli spaziali.
Se tutto procederà secondo i piani, ottobre potrebbe segnare un traguardo storico: il debutto interplanetario di New Glenn e un passo in avanti significativo per la collaborazione tra NASA e il settore privato nell’esplorazione del Sistema Solare.
