Boom di tumori negli under 50: aumento apparente dovuto a “eccesso diagnostico”

L'aumento dei tumori a esordio precoce potrebbe essere in gran parte un’illusione statistica

Negli ultimi decenni la comunità scientifica e l’opinione pubblica hanno guardato con crescente preoccupazione all’aumento dei tumori a esordio precoce, ossia diagnosticati prima dei 50 anni. Tuttavia, secondo uno studio della Harvard Medical School pubblicato su Jama Internal Medicine, questo fenomeno potrebbe essere in gran parte un’illusione statistica, frutto dell’“eccesso diagnostico”. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 8 tumori – tra cui tiroide, colon-retto, rene e pancreas – la cui incidenza è raddoppiata negli under 50 negli ultimi 30 anni. L’esame della mortalità, considerata l’unica misura realmente indicativa del carico di malattia, ha mostrato un quadro stabile: solo i tumori del colon-retto e dell’endometrio registrano un lieve aumento dei decessi, mentre per gli altri la mortalità resta invariata o in calo.

Gli studiosi sottolineano che la crescita delle diagnosi non coincide necessariamente con un reale aumento della malattia clinicamente significativa. Nuove tecniche di imaging, endoscopie più diffuse e criteri diagnostici più sensibili portano a individuare anche tumori di scarsa rilevanza clinica o lesioni accidentali.

Il fenomeno, pur non escludendo del tutto casi autentici di crescita dei tumori precoci, appare quindi circoscritto. La principale spiegazione, concludono gli autori, risiede in una sorveglianza più capillare e in soglie diagnostiche abbassate, più che in una reale “epidemia emergente” tra i giovani adulti.