La presidenza danese dell’Ue non ritiene “realistico” che si possa raggiungere un accordo sul target climatico al 2040 al Consiglio Ue Ambiente del 18 settembre, quindi ha deciso di tenere in agenda solo un “dibattito politico“. “Un numero consistente di Stati membri ha espresso il desiderio di attendere una discussione a livello di leader”, fa sapere una fonte diplomatica. Non spetta alla presidenza dell’Ue decidere di portare il dossier sul tavolo del Consiglio europeo “ma diversi Stati membri, compresi quelli più grandi, hanno espresso questa preferenza“, ha aggiunto la stessa fonte.
“La discussione odierna sulla legge sul clima è stata molto costruttiva e gli Stati membri hanno riconosciuto che sono stati compiuti progressi significativi. La presidenza danese ha tuttavia ascoltato le richieste di diversi Stati membri di coinvolgere i capi di Stato prima di poter raggiungere un accordo“, ha fatto sapere la presidenza danese di turno dell’Ue al termine della riunione degli ambasciatori Ue. “I Ministri del Clima si riuniranno il 18 settembre per un dibattito politico sulla legge sul clima con l’obiettivo di stabilizzare il testo. L’obiettivo della presidenza danese rimane quello di raggiungere un accordo in seno al Consiglio sulla legge europea sul clima e sugli NDC (i contributi determinati a livello nazionale) entro la fine dell’anno“, aggiunge.
“La decisione sugli obiettivi climatici per il 2040 richiederà ora l’unanimità: ciò renderà molto più difficile raggiungere un accordo“, ha detto il Ministro danese per il clima Lars Aagard, a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue, dopo la decisione del Comitato dei rappresentanti permanenti di lasciare ai capi di Stato e di governo Ue la decisione di trovare un accordo sul target climatico al 2040.
