Domani, venerdì 12 settembre, il target climatico al 2040 torna sul tavolo degli ambasciatori Ue con un nuovo testo di compromesso preparato dalla presidenza danese dell’Ue nel tentativo di agevolare un accordo al Consiglio Ambiente del 18 settembre. Il testo è stato elaborato dopo un intenso giro di consultazioni tra le capitali, che restano divise sull’ambizione dell’obiettivo: diversi Paesi – tra cui Italia, Francia, Polonia, Repubblica Ceca – chiedono più tempo e di portare la discussione al livello politico.
L’ultima proposta di compromesso riporta tra parentesi quadre la percentuale e la data di partenza del contributo dei crediti di carbonio internazionali nel raggiungimento del target. Sintomo che si tratta dei nodi più difficili da sciogliere. “Il livello, la tempistica e le condizioni richiedono una discussione politica“, si legge nel testo, visionato dall’ANSA.
La Commissione Ue ha proposto di tagliare del 90% le emissioni di gas serra entro il 2040, di cui il 3% coperte dall’acquisto dei crediti internazionali di carbonio da Paesi extra Ue a partire dal 2036. Il compromesso danese prevede, inoltre, una clausola per l’aggiunta di “proposte legislative di modifica” o “misure aggiuntive” per l’attuazione del regolamento.
Al momento non è certo se i Ministri riusciranno a raggiungere una quadra politica già la prossima settimana. Diverse delegazioni non hanno ancora deciso come si pronunceranno. Il confronto di domani tra gli ambasciatori servirà alla presidenza di turno per misurare la temperatura al tavolo e a decidere i prossimi passi. Se dovesse constatare l’assenza di una maggioranza qualificata netta tra gli Stati membri, potrebbe decidere di rimandare il voto sul dossier per non trovarsi in una situazione di stallo.
