Quest’anno ricorre il novantesimo anniversario della morte di Paolo Orsi (Rovereto, 1859-1935), archeologo di fama internazionale, che con le sue ricerche ha reso possibile scoperte fondamentali per la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio archeologico siciliano e calabro. Orsi arriva in Sicilia nel 1888, ed è a Siracusa che fa avviare le prime indagini archeologiche in un territorio ancora ampiamente inespolarato; solo tre anni dopo viene nominato direttore del Museo Archeologico di Siracusa, ampliando le collezioni e ordinando i reperti esistenti. Successivamente nel 1907 contribuisce alla nascita del Museo nazionale della Magna Grecia, che custodisce una delle collezioni più pregevoli del patrimonio culturale mediterraneo. In onore del suo operato, l’Associazione SiciliAntica ha organizzato la mostra itinerante “Paolo Orsi. Da Akragas a Zancle”, che toccherà diverse sedi locali dell’Associazione, nei Comuni in cui lo studioso operò, con l’obiettivo di raccontare al grande pubblico la sua vita e il suo contribuo per le indagini archeologiche in Sicilia e Calabria.
La tappa di Centuripe: un’occasione unica per scoprire Orsi
Dal 10 al 20 settembre 2025, il Museo Archeologico Regionale di Centuripe sarà il palcoscenico della decima tappa della mostra, patrocinata dal Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, dall’Assessorato Beni Culturali e I.S., dall’Assemblea Regionale Siciliana, dal Comune di Centuripe e dalla rivista Archeologia Viva. L’inaugurazione si terrà mercoledì 10 settembre alle ore 17:00 nella Sala Conferenze del museo, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nel lavoro di uno dei più rinomati archeologi italiani. La mostra rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire la storia della Sicilia antica e la metodologia di Paolo Orsi. Tra Akragas e Zancle, attraverso oggetti, documenti e testimonianze che hanno segnato la ricerca archeologica dell’isola, l’esposizione si presenta come un viaggio emozionante che racconta la passione e il lavoro inestimabile dell’archeologo roveretano.
