Ieri, 24 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Gorilla, il WWF ha voluto richiamare l’attenzione sui gravi rischi che minacciano la sopravvivenza dei gorilla, a causa di bracconaggio, distruzione dell’habitat e diffusione di virus. Sebbene la sottospecie del gorilla di pianura occidentale sia quella più numerosa con oltre 300.000 individui, le altre tre sottospecie sono estremamente a rischio, con il gorilla di montagna che, però, ha visto una ripresa grazie agli sforzi di conservazione.
Le sottospecie di Gorilla
Il genere Gorilla si divide in due specie: Gorilla occidentale (Gorilla gorilla) e Gorilla orientale (Gorilla beringei). Ognuna di queste specie ha due sottospecie con caratteristiche ecologiche uniche e aree di distribuzione differenti.
Le sottospecie del Gorilla occidentale (Gorilla gorilla):
- Gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla), con circa 316.000 individui. Nonostante sia la sottospecie più numerosa, è classificata come “In Pericolo Critico” dalla IUCN a causa della continua diminuzione della sua popolazione.
- Gorilla del fiume Cross (Gorilla gorilla diehli): la sottospecie più minacciata, con una popolazione che varia tra i 200 e i 300 esemplari. La distribuzione è frammentata tra il confine tra Nigeria e Camerun, rendendo la specie vulnerabile all’estinzione.
Le sottospecie del Gorilla orientale (Gorilla beringei):
- Gorilla di pianura orientale (Gorilla beringei graueri), noto anche come gorilla di Grauer, ha visto un calo catastrofico della popolazione, ridottasi da circa 16.900 individui nel 1994-1995 a soli 3.800 nel 2015.
- Gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei), che rappresenta un successo della conservazione, con la sua popolazione in crescita costante, da 254 nel 1981 a 1.063 nel 2019. La sua riclassificazione da “In Pericolo Critico” a “In Pericolo” è stata una vittoria significativa, grazie all’adozione di strategie come il monitoraggio costante e la lotta al bracconaggio.
Le minacce e le cause di declino
La sottospecie più minacciata, il Gorilla del fiume Cross, è a rischio di estinzione a causa di un isolamento genetico che compromette la variabilità della specie, oltre alle minacce tradizionali come il bracconaggio e la perdita dell’habitat. La frammentazione della sua distribuzione, limitata a una stretta area lungo il confine tra Nigeria e Camerun, rende la popolazione estremamente vulnerabile.
Il Gorilla di Grauer ha subito una perdita di popolazione drammatica negli ultimi decenni. La distruzione delle foreste, dovuta anche all’espansione delle attività estrattive, e il bracconaggio hanno ridotto il numero di questi primati del 77% in soli 20 anni.
Per il Gorilla di pianura occidentale, la continua minaccia di virus, l’isolamento delle foreste e la frammentazione dell’habitat sono le cause principali del rapido declino. Gli esperti avvertono che questa sottospecie potrebbe perdere fino all’80% della sua popolazione entro il 2070, se non si interviene efficacemente.
L’impegno del WWF e la strategia per il futuro del Gorilla di montagna
Il gorilla di montagna, una delle sottospecie più conosciute e simbolo di successo della conservazione, ha visto un’inversione di tendenza grazie agli sforzi coordinati tra il WWF e i ranger del Parco Nazionale dei Vulcani Virunga. Grazie a un monitoraggio attivo e alla lotta al bracconaggio, la popolazione di gorilla di montagna è cresciuta costantemente, passando da 254 esemplari nel 1981 a 1.063 nel 2019. Questo ha permesso la sua riclassificazione da “In Pericolo Critico” a “In Pericolo” da parte della IUCN.
Il WWF continua a svolgere un ruolo fondamentale nella protezione dei gorilla, sostenendo la formazione di ranger locali, il monitoraggio del territorio, e fornendo equipaggiamenti per la sorveglianza (fototrappole, ricetrasmittenti, ecc.). La protezione dei gorilla, però, dipende anche da instabilità politica e cooperazione locale. Il WWF collabora con le comunità locali per gestire le aree protette e sviluppare corridoi ecologici che possano favorire la connessione tra le popolazioni isolate di gorilla, migliorando le possibilità di sopravvivenza.
La ricerca genetica: un passo fondamentale
Recenti studi genetici hanno rivelato che i gorilla occidentali e orientali si sono separati circa 150.000-180.000 anni fa, ma che scambi genetici tra il Gorilla del fiume Cross e il Gorilla di Grauer sono avvenuti circa 20.000 anni fa. Questo studio ha permesso di ricostruire la storia evolutiva delle diverse sottospecie e di fornire maggiori dettagli sulla diversità genomica dei gorilla, elementi cruciali per stabilire strategie di conservazione più efficaci.
