Il 25 settembre 2008 la Cina compì un passo decisivo nel suo programma spaziale con il lancio della navetta Shenzhou 7, terza missione con equipaggio dopo quelle del 2003 e del 2005. Il decollo avvenne alle 20:50 ora locale dal Jiuquan Satellite Launch Center, situato nella provincia di Gansu, ai margini del deserto del Gobi. A bordo vi erano 3 astronauti, con un compito storico: realizzare la prima passeggiata spaziale cinese. L’operazione, pianificata nei minimi dettagli, ebbe luogo due giorni dopo e vide il taikonauta Zhai Zhigang uscire dal modulo orbitale per circa 20 minuti, sotto lo sguardo del mondo intero. Indossava una tuta spaziale di fabbricazione cinese, la “Feitian”, simbolo delle capacità tecnologiche raggiunte dal Paese.
Il successo della missione segnò l’ingresso ufficiale della Cina nel ristretto club delle nazioni in grado di condurre attività extraveicolari, fino ad allora dominato da Stati Uniti e Russia. L’obiettivo non era solo scientifico e tecnologico, ma anche politico: dimostrare al pianeta la crescente ambizione spaziale di Pechino.
Shenzhou 7 aprì la strada a nuove imprese, tra cui la costruzione della futura stazione spaziale Tiangong, e rimane ancora oggi una pietra miliare nell’affermazione della Cina come potenza spaziale globale.
