Il nuovo amministratore delegato di Lloyd’s, Patrick Tiernan, ha ribadito la volontà di mantenere una posizione “apolitica” nel mercato assicurativo, segnando un apparente cambio di passo rispetto alla politica climatica perseguita negli ultimi anni. Lo ha riportato il Financial Times, sottolineando come il colosso londinese non scoraggerà più i propri assicuratori dall’offrire coperture a progetti legati a carbone e altre fonti fossili. Tiernan, subentrato a John Neal lo scorso giugno, ha dichiarato che la corporation intende concedere maggiore autonomia agli operatori del mercato, nel rispetto delle scelte energetiche dei singoli governi.
“Rispettiamo le leggi dei Paesi in cui operiamo e ci rimettiamo al mix energetico che le autorità decidono”, ha spiegato. Sul sito ufficiale di Lloyd’s, il manager ha aggiunto: “dobbiamo restare apolitici. La nostra neutralità è parte del nostro valore. In un mondo segnato da tensioni commerciali, la rete di licenze di Lloyd’s può rappresentare un porto sicuro”.
Il mercato energetico globale
La nuova linea si inserisce in un contesto di trasformazione del mercato energetico globale. Negli Stati Uniti, Donald Trump ha spinto su petrolio, gas e carbone, archiviando i programmi di energia verde e puntando a imporre all’Europa un maggiore approvvigionamento di fonti fossili americane. Negli ultimi anni Lloyd’s aveva invece assunto posizioni più stringenti sul fronte climatico. Nel 2018 avviò il disinvestimento dal carbone e, con un report del 2020, annunciò l’intenzione di eliminare progressivamente coperture e investimenti in impianti a carbone, miniere, sabbie bituminose e nuove esplorazioni nell’Artico. Dal gennaio 2022 i managing agents sono stati invitati a non offrire più nuove polizze su queste attività, pur senza imporre un divieto vincolante.
La posizione di Lloyd’s
La posizione di Tiernan sembra dunque marcare una svolta, anche se un portavoce di Lloyd’s ha negato un cambio di policy: “il nostro obiettivo è supportare qualsiasi mix energetico deciso dai governi, consentendo agli agenti di operare anche nelle nuove tecnologie energetiche. Perché il mercato funzioni, i partecipanti devono poter decidere in autonomia”.
Lloyd’s ha più volte avvertito di un aumento della frequenza e della gravità degli eventi estremi, dai devastanti incendi in California alle alluvioni in Texas. Tiernan ha ricordato che il mondo deve affrontare minacce comuni – disastri naturali, shock economici e instabilità geopolitica – ma con un ritmo accelerato da fattori come il rischio climatico, l’intelligenza artificiale, l’aumento dei conflitti sociali e i cosiddetti “nuclear verdicts”, i maxi-risarcimenti giudiziari. “Le crisi non si limitano più a propagarsi, ma rimbalzano. Le perdite non pungono, fanno male. Gli assicuratori devono prepararsi a reazioni a catena, non solo a eventi isolati”, ha detto.
Sul piano finanziario, Lloyd’s ha registrato un calo dell’utile ante imposte a 4,2 miliardi di sterline nei primi sei mesi dell’anno, rispetto ai 4,9 miliardi del 2023. In crescita invece i premi lordi sottoscritti, saliti a 32,5 miliardi da 30,6 miliardi, e i rendimenti da investimenti, aumentati a 3,2 miliardi da 2,1 miliardi.
