La sera dell’11 settembre 1970 il Veneto fu teatro di uno dei più violenti eventi meteorologici mai registrati in Italia. Un tornado di categoria F4 sulla scala Fujita si formò intorno alle 20:45 sui Colli Euganei, devastando nell’arco di un’ora un’area di circa 70 km tra le province di Padova e Venezia. Il bilancio fu drammatico: 36 morti, circa 500 feriti e danni materiali stimati in 5 miliardi di lire dell’epoca. Il tornado colpì inizialmente Teolo e Rovolon, per poi investire Selvazzano Dentro, Albignasego e la bassa padovana, dove si registrò la prima vittima. Entrando nel territorio veneziano, la furia del vento si abbatté su centinaia di abitazioni tra Vigonovo, Camponogara e Mira, proseguendo quindi verso la laguna.
A Venezia la situazione si trasformò in tragedia. Al Camping Fusina il tornado rase al suolo migliaia di alberi e strutture leggere. Pochi minuti dopo, a Sant’Elena, il motoscafo n. 130 della linea 2 fu sollevato e affondato con a bordo decine di passeggeri: 21 persero la vita. Lo scempio continuò fino al campeggio di Ca’ Savio, dove furono registrate altre 12 vittime.
