Dopo le gravi inondazioni che hanno colpito Bali il 10 settembre, causando la morte di almeno 18 persone e danni diffusi a case e infrastrutture, l’Indonesia ha deciso di vietare la costruzione di nuovi hotel e ristoranti su risaie e terreni agricoli disboscati. Il governatore dell’isola, Wayan Koster, ha annunciato che dal 2025 nessun terreno produttivo potrà più essere convertito a uso commerciale, in linea con il piano centenario di conservazione di Bali. Le recenti piogge torrenziali hanno messo in evidenza la fragilità ambientale dell’isola, da tempo sotto pressione per gli effetti del turismo di massa. Secondo gli ambientalisti, la conversione dei campi in strutture ricettive aumenta il rischio di alluvioni e degrado ecologico.
Conosciuta come “l’isola degli Dei”, Bali ha vissuto negli ultimi decenni uno sviluppo accelerato che ha portato ricchezza ma anche traffico, inquinamento e perdita di paesaggi naturali. La nuova misura segna un passo verso una gestione più sostenibile del territorio.
