Il volo che trasportava il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stato oggetto di un episodio di disturbo al sistema di navigazione satellitare durante l’avvicinamento alla Bulgaria meridionale. Lo ha confermato un portavoce della Commissione, che ha parlato di “GPS jamming” attribuito a sospette interferenze russe. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’aereo sarebbe stato costretto ad atterrare all’aeroporto di Plovdiv con i piloti che, in assenza del supporto satellitare, hanno fatto ricorso a mappe cartacee.
Le autorità bulgare hanno dichiarato che “il segnale satellitare trasmesso al sistema GPS del velivolo è stato neutralizzato” e che, per garantire la sicurezza, i controllori di volo hanno predisposto immediatamente una procedura alternativa basata su strumenti di navigazione terrestre.
Le parole del portavoce
La Commissione europea ha definito l’accaduto parte di un più ampio schema di minacce: “intimidazioni e interferenze sono componenti regolari delle azioni ostili della Russia”, ha affermato il portavoce, aggiungendo che episodi del genere rafforzano l’impegno dell’Unione ad aumentare le capacità di difesa e il sostegno all’Ucraina.
La smentita dal Cremlino
Dal Cremlino è arrivata una smentita: il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato al Financial Times che le informazioni diffuse “sono errate”. Tuttavia, l’Autorità bulgara per i servizi di traffico aereo ha segnalato un “notevole incremento” di episodi di disturbo ai sistemi di navigazione a partire da gennaio 2022.
Le interferenze russe
Esperti di sicurezza informatica e aviazione civile hanno più volte avvertito dei rischi legati alle interferenze russe. Cyrille Rosay, senior cybersecurity expert presso l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), ha spiegato alla BBC che i casi di jamming si sono intensificati dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Nonostante l’episodio, Ursula von der Leyen ha proseguito la sua visita in Bulgaria, tappa di un tour nei Paesi dell’Europa orientale dedicato alla preparazione alla difesa comune. Un portavoce della Commissione ha sottolineato che il presidente “ha visto con i propri occhi le minacce quotidiane provenienti dalla Russia e dai suoi proxy”.
