Con oltre 30 GWh già autorizzati, il Paese ha intrapreso una traiettoria di crescita che, seppur ancora segnata da complessità regolatorie e di mercato, mostra una capacità di attrazione per investitori e operatori senza precedenti. Non è più l’iter autorizzativo a rappresentare il principale collo di bottiglia, quanto piuttosto la capacità di strutturare un’offerta competitiva in vista delle imminenti aste MACSE (Mercato per i Servizi di Capacità di Accumulo), strumento che definirà in larga misura la sostenibilità e la redditività dei progetti nel lungo termine.
Come sottolinea Mario Palma, CEO di Star Energia, “i sistemi di accumulo non sono più un’opzione accessoria al fotovoltaico e alle altre rinnovabili, ma la condizione necessaria per garantire stabilità al sistema elettrico e sicurezza agli investitori. Le aste MACSE, rivolte agli impianti da realizzare solo nelle aree del centro e sud Italia, rappresentano una sfida e un’opportunità: chi saprà presentare progetti solidi e de-riskizzati potrà accedere a flussi finanziari strutturati e a contratti di lungo periodo, contribuendo così al rilancio dell’intera filiera energetica nazionale.”
Il traguardo da raggiungere entro il 2030
Secondo gli indirizzi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), entro il 2030 l’Italia dovrà raggiungere una capacità di accumulo di circa 50 GWh, più di cinque volte quella attualmente installata. Un traguardo ambizioso, reso necessario dall’accelerazione delle fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico, che, aumentando la volatilità dei prezzi e i vincoli di rete, rendono imprescindibile il contributo dei sistemi di stoccaggio.
In questo scenario, il MACSE si configura come un meccanismo cardine per garantire bancabilità e stabilità di ricavi agli operatori, offrendo certezze regolatorie e sostenendo progetti di scala industriale nelle zone del Sud Italia e delle Isole, dove maggiore è la penetrazione delle rinnovabili e più evidenti i rischi di congestione.
Tuttavia, la partita si gioca anche sul fronte della competitività: per aggiudicarsi le aste, sarà necessario definire strutture di costo efficienti, partnership solide e modelli di business capaci di resistere a un mercato sempre più selettivo.
“Il MACSE non è soltanto un incentivo”, aggiunge Mario Palma, “ma una prova di maturità per l’intero comparto: ci dirà quali operatori sapranno attrarre capitali internazionali, costruire relazioni di lungo termine con i produttori di tecnologia e offrire progetti realmente sostenibili dal punto di vista industriale e finanziario. Il successo del sistema dipenderà dalla capacità del Paese di raddoppiare la propria visione temporale, evitando interventi a breve termine che generano incertezza e rallentano lo sviluppo. Ma in ogni caso i progetti che non riusciranno ad aggiudicarsi le tariffe dovranno accederanno al nascente mercato del tolling.”
Il SolarItaly 2025
Il 25 settembre, durante SolarItaly 2025 presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, Mario Palma sarà moderatore del panel dedicato a MACSE ed al futuro dei mercati elettrici in assenza di incentivi.
Un appuntamento che si preannuncia centrale per tutti gli attori della filiera energetica, chiamati a confrontarsi non solo sugli obiettivi al 2030, ma anche sulle modalità più efficaci per trasformare il mercato dell’accumulo in un volano di crescita industriale e di stabilità per l’intero sistema elettrico nazionale.
