Le civiltà del Bronzo e del Ferro erano dedite alla produzione di vino: lo svelano campioni dal Medio Oriente

Un nuovo studio rivela come le pratiche agricole si siano adattate nel tempo ai cambiamenti climatici e alle esigenze locali

Nel corso delle antiche civiltà del Medio Oriente, in particolare durante l’Età del Bronzo e del Ferro, la coltivazione della vite e dell’olivo ha rivestito un ruolo fondamentale, non solo per il loro valore nutritivo ma anche per il loro significato culturale ed economico. Lo rivelano studi archeologici condotti dall’Università di Tubinga, riportati sulla rivista PLOS One. Gli scienziati hanno analizzato oltre 1.500 campioni di semi e legno provenienti da siti nel Levante e nella Mesopotamia settentrionale, rivelando come le pratiche agricole si siano adattate nel tempo ai cambiamenti climatici e alle esigenze locali.

L’analisi degli isotopi di carbonio ha mostrato che durante l’Età del Bronzo il livello di umidità era soggetto a variazioni stagionali, mentre nei periodi successivi, compresa l’Età del Ferro, si è assistito a una maggiore variabilità dello stress idrico e alla diffusione dell’irrigazione, che ha permesso la coltivazione della vite anche in regioni più aride. Questo indica una gestione sofisticata e consapevole delle risorse idriche, con l’obiettivo di mantenere produttiva la viticoltura nonostante le condizioni ambientali mutevoli.

Un forte valore simbolico e commerciale

Questa intensa irrigazione e la diffusione della coltivazione dell’uva suggeriscono che la produzione vitivinicola avesse un’importanza particolare rispetto ad altre colture, come l’olivo, riflettendo anche un forte valore simbolico e commerciale, in linea con altri reperti archeologici.

Capacità di pianificazione e adattamento

Gli studiosi evidenziano come questi antichi agricoltori fossero abili nel bilanciare il rischio di un raccolto scarso con lo sforzo necessario per l’irrigazione, dimostrando una capacità di pianificazione e adattamento sorprendentemente simile a quella moderna, soprattutto nel contesto delle sfide poste dai cambiamenti climatici.

In sintesi, la ricerca conferma che già 4.000 anni fa le società del Medio Oriente adottavano tecniche agricole avanzate per garantire la produzione di colture preziose come la vite, riflettendo una profonda consapevolezza delle dinamiche ambientali e delle necessità culturali ed economiche della loro epoca.