Le foreste di mangrovie ripristinate potrebbero fungere da importanti riserve di carbonio, ma potrebbero avere una funzione ecologica alterata. Lo rivela uno studio guidato da Heidi Burdett, dell’Umea Universitet, pubblicato sulla rivista PLOS Sustainability and Transformation. Lo studio ha analizzato la variabilità spaziale e temporale dello stoccaggio di carbonio negli ecosistemi di mangrovie nel Nord Vietnam, confrontando foreste vecchie, foreste rigenerate naturalmente e aree di riforestazione intenzionale. Sebbene i tassi di sedimentazione siano aumentati negli ultimi 25-50 anni, non si è osservato un aumento generale dell’accumulo di carbonio, suggerendo una diminuzione dell’efficienza di sepoltura del carbonio, ad eccezione per l’area riforestata a partire dagli anni ‘60 dove si è avuta un’iniziale crescita seguita da un declino dagli anni ‘90.
L’analisi ha mostrato che le microalghe costituiscono una fonte costante di oltre il 50% del carbonio sepolto, tranne nelle aree riforestate in epoca recente, dove la maggior parte del carbonio proveniva dalle mangrovie stesse e da particolati estuarini, indicando un cambiamento verso un ciclo chiuso di riciclo del carbonio. Questi dinamismi di sepoltura sono strettamente legati a modifiche dell’uso del territorio costiero, a costruzioni di dighe a monte e a variazioni climatiche legate a periodi umidi e secchi.
Lo studio sottolinea l’importanza delle foreste, comprese quelle restaurate come riserve di carbonio, dimostrando che la riforestazione delle mangrovie può avere effetti positivi sullo stoccaggio di carbonio, supportando la promozione della riforestazione come strategia di sviluppo sostenibile basata sul blue carbon. Tuttavia, questi benefici possono essere transitori in assenza di condizioni ambientali favorevoli alla normale funzionalità ecologica, sottolineando la necessità di approcci integrati che contemperino molteplici obiettivi di conservazione.
I risultati hanno importanti implicazioni per le politiche di sostenibilità del blue carbon, soprattutto nella valutazione dei crediti di carbonio e nella pianificazione di interventi su scala costiera più ampia.
