Le prime ambre fossili del Sud America: scoperta una finestra su un ecosistema di 112 milioni di anni fa | FOTO e VIDEO

Un deposito unico nel bacino dell’Oriente rivela insetti, polline e ragnatele intrappolati nella resina: uno sguardo inedito alle foreste del Gondwana durante il Cretaceo
Ambra fossile
Immagine a scopo illustrativo realizzata con l'Intelligenza Artificiale © MeteoWeb
Diversi frammenti di ambra si sono formati sottoterra, rinvenuti nel livello G3 della cava Genoveva. Si noti la loro struttura a forma di rene/palla. Crediti: Xavier Delclòs
Un frammento del livello G1 della Cava Genoveva, con diversi frammenti di ambra visibili al suo interno. Questo frammento mostra le caratteristiche della roccia che lo identificano come formatosi sul fondo di un antico lago. Crediti: Xavier Delclòs
Pezzi di ambra in situ nel livello G1 della Cava Genoveva. Questo livello, spesso circa 70 centimetri, contiene migliaia di pezzi di ambra. Crediti: Xavier Delclòs
Xavier Delclòs lavora al livello G1, il più ricco di ambra, nella cava Genoveva. Foto: Mônica Solórzano-Kraemer
Mónica Solórzano-Kraemer alla ricerca di ambra nel livello G1, il più ricco di ambra, nella cava Genoveva. Credito: Xavier Delclòs
Enrique Peñalver (a sinistra) e Xavier Delclòs (a destra) al lavoro sul livello G3, il livello più alto di ambra, nella Cava Genoveva. Crediti: Mônica Solórzano-Kraemer
Enrique Peñalver (a sinistra) e Edwin Cadena (a destra) esaminano campioni nella discarica della Cava Genoveva. Crediti: Mônica Solórzano-Kraemer
Pezzi di ambra aerea rinvenuti nella cava di Genoveva. Notate la loro struttura a stalattite/gocciolamento. Crediti: Mónica Solórzano-Kraemer
Porzione di ragnatela costituita da sette filamenti dritti intrappolati in un campione di ambra studiato. Crediti: Enrique Peñalver
Una mosca (Diptera: Brachycera) della famiglia Dolichopodidae (mosche dalle lunghe zampe) intrappolata in un campione di ambra studiato. Crediti: Mônica Solórzano-Kraemer
Una mosca (Diptera: Nematocera) della famiglia Chironomidae (moscerini che non pungono) intrappolata in un campione di ambra studiato. Crediti: Mônica Solórzano-Kraemer
Un coleottero (Coleoptera: Tenebrionoidea) della famiglia Tetratomidae (coleotteri polipori) intrappolato in un campione di ambra studiato. Credito: Enrique Peñalver
Una mosca (Diptera: Nematocera) della famiglia Chironomidae (moscerini che non pungono) intrappolata in un campione di ambra studiato. Crediti: Mônica Solórzano-Kraemer

Per la prima volta in Sud America sono stati rinvenuti depositi di ambra fossile contenenti insetti perfettamente conservati. La scoperta, descritta in un articolo pubblicato su Communications Earth & Environment, proviene da una cava della Formazione Hollín, nel bacino dell’Oriente, in Ecuador. Le analisi guidate da Xavier Delclòs e colleghi collocano i reperti a circa 112 milioni di anni fa, fornendo così una preziosa testimonianza delle foreste che popolavano il supercontinente Gondwana durante il Cretaceo. L’ambra — resina fossile prodotta dagli alberi — è conosciuta per la sua straordinaria capacità di intrappolare e conservare organismi altrimenti destinati a decomporsi.

Se i primi campioni datati risalgono a circa 320 milioni di anni fa, la maggiore diffusione di reperti nel record fossile si colloca tra i 120 e i 70 milioni di anni fa, periodo in cui l’ecosistema terrestre visse profonde trasformazioni. Fino ad oggi, tuttavia, quasi tutti i grandi giacimenti erano concentrati nell’emisfero settentrionale, limitando le conoscenze sugli ecosistemi cretacici meridionali.

La cava di Genoveva e i reperti fossili

Dalla cava di Genoveva, in Ecuador, i ricercatori hanno recuperato numerosi campioni di ambra e delle rocce circostanti. L’analisi ha permesso di distinguere due tipologie di ambra:

  • una formatasi nel sottosuolo, attorno alle radici degli alberi resiniferi;
  • una generata in superficie, dalla resina esposta all’aria.

Su 60 campioni di ambra aerea, gli studiosi hanno identificato 21 inclusioni biologiche, tra cui esemplari di cinque ordini di insetti (Diptera, Coleoptera, Hymenoptera e altri), nonché un frammento di ragnatela. Nelle rocce sono emerse inoltre abbondanti tracce di spore, pollini e resti vegetali, che ampliano la comprensione dell’ambiente circostante.

Una foresta umida del Gondwana

La combinazione di inclusioni animali e vegetali indica che l’ambra si sia formata in un contesto di foresta tropicale umida e densamente vegetata, dominata da alberi resiniferi. Il sito, collocato nella porzione meridionale del supercontinente Gondwana, rappresenta una testimonianza diretta di un ecosistema finora scarsamente documentato.

Implicazioni scientifiche

La scoperta del deposito ecuadoriano non solo amplia il quadro geografico dei giacimenti di ambra, ma apre nuove possibilità di ricerca:

  • consente di confrontare la biodiversità del Cretaceo meridionale con quella meglio conosciuta del Nord;
  • fornisce nuovi dati sulla distribuzione delle specie in una fase cruciale della frammentazione dei continenti;
  • permette di studiare in dettaglio organismi fragili come insetti e ragnatele, raramente conservati nei fossili tradizionali.

Questo giacimento di ambra in Ecuador è destinato a diventare un riferimento fondamentale per lo studio dei grandi cambiamenti climatici, ecologici e geologici che hanno interessato il pianeta durante il Cretaceo. Una scoperta che, a oltre 100 milioni di anni di distanza, ci restituisce la vita quotidiana di una foresta perduta del Gondwana.

Palaeontology: South American amber deposit ‘abuzz’ with ancient insects (Video 2)